3.3.4 Gestione del feltro

C 248 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Il turno è per lo più giornaliero e la somministrazione dell acqua va eseguita alla fine del periodo notturno. La scarsità della risorsa idrica, evidenziatasi soprattutto nell ultimo decennio, ha posto in primo piano l esigenza di coltivare specie e varietà da tappeto erboso tolleranti l aridità, specialmente nei climi caratterizzati da estati calde e siccitose. In linea generale, periodi prolungati di carenza idrica sono meglio tollerati dalle specie macroterme e, tra queste, quelle che meglio si adattano alle caratteristiche climatiche del nostro Paese sono Cynodon dactylon L. (Pers.) e Zoysia spp. Le specie microterme, al contrario, sono più sensibili alle variazioni del contenuto idrico del terreno, in particolar modo quelle ad apparato radicale più superficiale: come Agrostis spp., Lolium perenne L. e Poa pratensis L. Durante la stagione estiva, difficilmente queste specie possono essere mantenute ad elevati standard tecnico-estetici senza un turno irriguo giornaliero (o più che giornaliero) e una restituzione del 100% della richiesta evapotraspirativa. Diversamente, Festuca arundinacea Schreb., in virtù del particolare approfondimento del suo apparato radicale è, tra le specie microterme, quella che meglio risponde alla diminuzione dei volumi irrigui e all estensione del turno. All interno di ciascuna specie, inoltre, è disponibile un diversificato panorama varietale, in cui è possibile scegliere le selezioni che meglio si adattano alle caratteristiche pedo- climatiche della zona d impianto e all utilizzazione del tappeto erboso. evidente, quindi, che dove il tappeto erboso non sia coltivato su suoli particolari (substrati sabbiosi) e la gestione non possa garantire elevati input tecnici (irrigazioni, concimazioni, trattamenti fitosanitari, ecc.), la corretta scelta del materiale vegetale da impiegare diventa la chiave principale del successo e della durata di una copertura verde. 3.3.4 Gestione del feltro. Il feltro (thatch), quella parte di cotico erboso prossimo al terreno e costituito prevalentemente di residui morti di foglie, culmi e stoloni, se presente con spessori inferiori a 1-2 cm, può essere utile a conservare l attività microbica, prevenire danni da calpestamento, limitare lo sviluppo delle infestanti annuali e l evaporazione dell acqua dal terreno. La sua eccessiva presenza fornisce un cattivo mezzo di radicazione ai nuovi germogli, ospita insetti e patogeni, limita la germinazione dei semi portati con la trasemina e l infiltrazione dell acqua; spesso è la conseguenza di un errata altezza di taglio, che deve essere misurata sempre partendo dal terreno; se non si raggiunge il terreno con la misurazione, l intreccio vegetativo alla base delle piante fa innalzare progressivamente il taglio favorendo la formazione di feltro. Il contenimento del feltro può essere fatto calibrando le somministrazioni di azoto allo sviluppo delle piante, mantenendo il pH del terreno fra 6,2 e 7, non saturandolo con gli interventi irrigui, limitando gli interventi con pesticidi e con l asportazione del tagliato, e infine intervenendo con sabbiature o terricciature (topdressing). Gli interventi meccanici di sfeltrimento possono essere fatti con apposite macchine; il miglioramento dell arieggiamento del terreno concorre al contenimento del feltro. 3.3.5 Tecniche di arieggiamento e carotatura . I tappeti erbosi sono sottoposti al passaggio delle macchine e del personale addetti alla manutenzione e a quello, più o meno intenso, degli utilizzatori. La conseguenza di questi passaggi è il compattamento, a cui sono molto sensibili i terreni che hanno un elevato contenuto di particelle fini (argilla) e meno sensibili quelli sabbiosi.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi