2.3.1 Tecniche e attrezzi per i lavori di messa a coltura

LAVORAZIONI DEL TERRENO C 25 2. Strumenti discissori. Operano la rottura della massa terrosa mediante tagli orizzon- tali o verticali del terreno, senza eseguire il rovesciamento degli strati; potendo, si possono impiegare su terreni non ancora lavorati oppure su terreni già arati dove si intenda operare un ulteriore sminuzzamento delle zolle. A questa tipologia di attrezzi sono riconducibili gli scarificatori, i ripuntatori, gli estirpatori e diverse tipologie di erpici (a denti, canadesi, snodati, ecc.). 3. Strumenti rimescolatori. Disgregano il terreno e lo rimescolano mediante organi ruotanti che possono essere folli o azionati dalla presa di potenza della trattrice. Fra i primi si ricordano gli aratri a dischi e gli erpici a dischi (o frangizolle); fra quelli con organi azionati dalla presa di potenza, si ricordano le zappatrici rotative, le fresatrici e gli erpici ruotanti. 2.3.1 Tecniche e attrezzi per i lavori di messa a coltura Disboscamento e decespugliamento. Il primo intervento da eseguire su un terreno incolto e quindi quasi sempre ricoperto di vegetazione spontanea consiste nella rimozione delle essenze arboree e arbustive eventualmente presenti. Questo può essere articolato in due fasi: in un primo momento, infatti, al fine di semplificare le operazioni, è opportuno rimuovere soltanto la parte aerea delle piante e procedere alla rimozione delle ceppaie e delle radici più sviluppate mediante l ausilio di apripista e decippatrici. Spietramento. Il terreno, una volta liberato dalla flora spontanea, deve essere sgombrato anche da eventuali materiali pietrosi. L effettiva convenienza a effettuare o meno questa operazione deve essere valutata attraverso un attenta indagine sull entità complessiva dello scheletro grossolano e sulla stratigrafia del suolo, in modo da verificare, tra l altro, la presenza di eventuali strati concrezionali impermeabili, di ostacolo alle successive lavorazioni e/o allo sviluppo dell apparato radicale delle colture. Questi possono essere rimossi con l impiego congiunto di potenti discissori in grado di romperne la continuità e di frantumarli in singole pietre, che a loro volta possono essere asportate dal terreno, manualmente o meccanicamente, o triturate sul posto. Sistemazione della superficie. Si realizza sostanzialmente con lo spianamento della superficie da parte di ruspe e pale meccaniche con lo scopo di ottimizzare il livellamento della superficie del terreno, in modo da ridurne la disomogeneità spaziale rendendola idonea alle sistemazioni idrauliche agrarie programmate. Dissodamento/Scasso. Si tratta della prima autentica lavorazione del terreno e consiste in un aratura più o meno profonda, finalizzata alla rottura della struttura compatta del suolo con l impiego di aratri speciali idonei a lavorazioni particolarmente profonde; al riguardo per dissodamento si intende un operazione più superficiale (40-60 cm di profondità), di norma eseguita su terreni destinati ad accogliere colture erbacee, mentre per scasso si intende un lavoro eseguito a maggiore profondità (60-100 cm), in modo da preparare il terreno alle esigenze degli apparati radicali delle colture arboree. Si conoscono diverse tecniche di scasso (totale, parziale a buche, parziale a trincea), che interessano rispettivamente l intera superficie oppure solo le porzioni di terreno interessate dalle singole piante o dalle singole file del futuro arboreto. comunque importante sapere che con il lavoro di scasso si corre spesso il rischio di portare in superficie strati di terreno inerte e di interrare a eccessiva profondità gli orizzonti più superficiali, generalmente più fertili; se esiste questa possibilità, occorre valutare molto attentamente l intero profilo del terreno. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi