3.4 Principali usi del tappeto erboso

INERBIMENTI TECNICI C 253 Tale riscaldamento garantisce la riduzione degli stress termici della pianta e garantisce il mantenimento delle caratteristiche (transitabilità, giocabilità, aspetto estetico) del tappeto erboso. Nelle situazioni in cui è necessario il mantenimento della crescita delle piante anche in inverno (tappeti erbosi sottoposti ad elevata usura in cui la pianta deve velocemente sostituire i tessuti danneggiati con la produzione di nuova fitomassa), oltre al riscaldamento ipogeo, si possono istallare carrelli mobili portatnti fari con lampade in grado di emettere radiazione luminosa fotosinteticamente attiva. Questa soluzione, oltre a permettere un maggiore tasso di crescita per l aumento della luce, migliora nettamente il microclima, riducendo l insorgenza di crittogame. 3.4 Principali usi del tappeto erboso 3.4.1 Tappeto erboso ornamentale e ricreazionale. Gli spazi inerbiti, al fine di sopportare il passaggio di persone e mezzi, creando anche un ambiente piacevole da utilizzare, possono essere definiti tappeti erbosi ornamentali o ricreazionali. Si possono fare rientrare in questa tipologia i tappeti erbosi il cui impiego non prevede, se non in presenza di sistemazioni e terreni particolari, l utilizzazione in condizioni climatiche avverse; fra gli altri sono da considerare tali gli spazi verdi ornamentali, sia domestici (cioè destinati all uso familiare attorno alle case), sia per i giardini a scenario, che circondano ville o completano parchi, le aree inerbite aperte al pubblico dei parchi urbani, delle riserve palustri e degli insediamenti industriali, le aree da pic-nic e da gioco nei parchi extraurbani e nelle foreste, i campus scolastici, le aree cimiteriali, le zone militari; particolari sistemazioni e terreni richiedono invece i parcheggi, le aree destinate a ospitare attendamenti e caravan, i camminamenti dei sentieri attrezzati e dei percorsi archeologici. Gli itinerari tecnici applicabili a queste coltivazioni possono avere due diversi obiettivi: uno dovrebbe riguardare la gestione dei cotici formatisi spontaneamente e l altro la realizzazione, o il rinnovamento, e poi la manutenzione, di un tappeto erboso. La realizzazione del primo obiettivo consente di proteggere e utilizzare aree di impiego limitato, che può essere sopportato da una flora prevalentemente spontanea; la realizzazione del secondo è necessaria in situazioni che richiedono alcuni accorgimenti, almeno per quanto riguarda l impianto e la manutenzione. In condizioni di cotico erboso naturale, o naturalizzatosi nel tempo, gli interventi devono essere orientati al mantenimento dell equilibrio floristico dell associazione vegetale erbacea presente. Le pratiche di manutenzione applicate in passato, come il pascolamento primaverile, sono spesso inattuali e vanno sostituite con interventi agronomici che ottengano risultati molto simili, come il taglio con trituratore eseguito a levata iniziata delle graminacee. Le pratiche di utilizzazione di prati e pascoli naturali o permanenti, se presenti nella zona, sono in genere note e possono aiutare a delineare un itinerario tecnico poco dispendioso. Per il secondo tipo devono essere applicate meno intensivamente le tecniche che predispongono i tappeti erbosi all uso sportivo. Se l uso, per esempio per l attività sportiva nel tempo libero, richiede che l erba sia mantenuta bassa durante tutta la stagione con tagli settimanali oppure ogni 15 giorni, si deve abbandonare l interesse paesaggistico e botanico per le fioriture spontanee, che invece potranno essere esaltate nelle aree poste a margine rispetto a quelle di gioco o lungo i sentieri, lasciando fiorire e disseminare le diverse specie presenti, soprattutto se annuali. Sono oggi disponibili sul mercato anche miscugli per tappeti erbosi a cui sono aggiunti semi di specie a fiore di diversi colori, anche con scalarità di fioritura (prato fiorito), per dare un aspetto piacevole alla superficie inerbita; il taglio di questi tappeti erbosi deve essere guidato dalle necessità della fioritura essendo richiesta prevalentemente la funzione estetica. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi