3.4.2 Tappeti erbosi sportivi

INERBIMENTI TECNICI C 255 3.4.2 Tappeti erbosi sportivi. Alla combinazione dei diversi livelli delle tre caratteristiche richieste da un attività sportiva (frequenza d uso, neutralità della superficie rispetto al gioco, utilizzazione in ogni condizione climatica), si possono dare molteplici risposte, che vanno dal campo in terra battuta degli agglomerati urbani di periferia fino ai più celebrati stadi per il calcio o campi di corsa per i cavalli. L erba deve svolgere, anche in condizioni molto difficili, la sua funzione di protezione del terreno su cui è impiantata, per garantire al fruitore tutte le possibilità di gestire al meglio le risorse tecniche individuali o di squadra. Nella costruzione di un campo a uso sportivo in genere si riscontra una superficie sistemata con pendenza dal centro verso i lati (1-2%), un profilo di terreno costituito da uno strato di coltivazione (10-25 cm) posato su uno strato sottostante di ghiaia in cui sono collocati i dreni. Un impianto di irrigazione, più o meno automatizzato, completa il sistema colturale messo in opera. La sistemazione superficiale ha lo scopo di allontanare le acque che non si infiltrano nel terreno per la sua scarsa permeabilità o perché l intensità della precipitazione è notevole. Per i rettangoli di gioco che ospitano sport di squadra, come il calcio, il rugby, l hockey su prato e il polo, la sistemazione superficiale è tanto più importante quanto minori sono gli interventi che si possono realizzare per migliorare la permeabilità del terreno; inoltre l inclinazione deve interessare dal centro tutti e quattro i lati, proseguendo almeno per due metri fuori del rettangolo di gioco. La collocazione di griglie alle quote più basse consentirà un rapido smaltimento delle acque fino a esse defluite. Per gli sport che si svolgono in ambiti dal contorno irregolare, come il golf, la sistemazione superficiale deve soddisfare, oltre al requisito di evitare i ristagni, anche quello di caratterizzare il gioco e rendere gradevole l ambiente. Questo obiettivo può essere raggiunto utilizzando, per la più ampia superficie possibile, la sistemazione superficiale meno costosa e risolvendo situazioni particolari con substrati di coltivazione speciali e con il drenaggio tubolare. Le piste degli ippodromi hanno in genere pendenza verso la corda interna, al di là della quale un ampio fossato, protetto dalla staccionata, accoglie le acque che defluiscono superficialmente e, spesso, anche quelle raccolte con il drenaggio tubolare trasversale alla pista. Lo strato di coltivazione può essere costituito dal terreno naturale del sito di cui, con l economicità di impianto, occorre accettare tutte le limitazioni d uso e le difficoltà di mantenere l erba alla massima efficienza. La situazione più frequente è quella di terreni naturali migliorati per la permeabilità con l aggiunta di quantitativi differenti di sabbie medio-grosse (0,25-1,0 mm), in modo da raggiungere una permeabilità di almeno 80-100 mm h-1 in regime saturo. Si stanno diffondendo substrati di coltivazione costituiti esclusivamente da sabbie, le cui dimensioni ideali dovrebbero essere comprese, con una distribuzione quasi lineare all interno dell intervallo, fra 0,10 e 0, 35 mm per i campi di calcio e fra 0,15 e 0,60 mm per le parti più importanti dei campi di golf (green e tee); percentuali inferiori al 5% di particelle più fini e di sabbia grossa possono comunque essere tollerate. Di importanza rilevante è la modalità di costruzione dell interfaccia di passaggio fra lo strato di coltivazione e il letto o i canali drenanti. Se si riscontra un elevato divario fra le dimensioni delle particelle che costituiscono lo strato di coltivazione e quelle delle particelle che formano lo strato drenante, le parti fini dello strato superiore, trascinate dall acqua di percolazione, andranno a occupare gli spazi fra le particelle, di norma più ampi, dello strato drenante intasandolo e limitando la velocità di afflusso dell acqua ai dreni. Se, invece, la differenza fra le dimensioni sopra indicate è ridotta, nel caso in cui lo strato di coltivazione sia molto grossolano, sarà difficile mantenere uno stato C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi