SEZIONE C

C 256 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE ottimale di umettamento del terreno perché l acqua percolerà con facilità; inoltre se lo strato drenante è costituito da particelle di ridotte dimensioni lo smaltimento dell acqua sarà difficile, soprattutto durante le precipitazioni a carattere temporalesco. L Associazione degli Stati Uniti per il Golf (USGA) ha messo a punto un metodo molto noto per la costruzione delle aree più importanti destinate al golf fissando alcune caratteristiche fisiche (granulometria, massa volumica apparente, conducibilità idrica in regime saturo, micro, macroporosità e capacità di trattenuta) relative allo strato di coltivazione (30 cm), al materiale del letto drenante (.10 cm) e a un eventuale strato intermedio (5-10 cm), oltre che ad alcuni rapporti fra i parametri dei diversi strati contenuti nelle Raccomandazioni per la Costruzione delle piazzole di arrivo del golf. Nel caso in cui i rapporti fra le caratteristiche granulometriche dello strato di coltivazione e quelle del letto drenante siano ottimali, lo strato intermedio non è più necessario. La scuola inglese (The Sports Turf Research Institute, STRI) propone, col metodo della falda sospesa, uno strato di coltivazione di sola sabbia (25-30 cm), migliorato in superficie (5 cm) con sostanza organica di difficile mineralizzazione, posto su uno strato intermedio di sabbia grossa (5 cm) disteso sullo strato drenante di circa 12 cm. L accumulo di acqua nella parte inferiore dello strato di coltivazione, per effetto del cambiamento di granulometria, costituirà una falda sospesa profonda che alimenterà l erba, per risalita capillare, nei periodi fra gli interventi irrigui. Altri sistemi chiusi sul fondo da un rivestimento impermeabile, su cui sono distese le tubazioni drenanti che veicolano anche l acqua per l irrigazione freatica, prevedono il solo strato di coltivazione di sabbia, in cui la componente di sabbia media (0,10-0,50 mm) supera il 95%. Il fondo può essere unico o suddiviso in celle (cell system) per migliorare sia lo smaltimento sia la somministrazione dell acqua modificando l altezza delle soglie di uscita. L impianto di drenaggio richiede una cura particolare nella collocazione dei dreni. La necessità di smaltire rapidamente grandi volumi d acqua impone di prevenire ogni possibile intasamento: pertanto essi vanno posati su uno strato di ghiaia di almeno 3 cm, che costituisce un volume di decantazione delle particelle fini trascinate dall acqua in percolazione. Lo scavo di apposite trincee sul fondo dell area favorisce la corretta collocazione planimetrica delle tubazioni e il controllo delle necessarie pendenze (.0,5%). Al drenaggio tubolare, che costituisce la parte fondamentale dell impianto, possono essere aggiunte fenditure di circa 4-6 cm di larghezza riempite di ghiaino con sovrastante strato di sabbia grossa, che mettono in comunicazione la parte superiore dello strato di coltivazione con lo strato drenante oppure, poste trasversalmente all andamento dei tubi di drenaggio, conducono a questi l acqua in eccesso. Occorre che la fenditura drenante non sia collocata con la parte superiore troppo vicino alla superficie per evitare zone di scarsa riserva idrica che risalterebbero, con l erba sofferente, durante il periodo estivo. L impianto irriguo deve tenere conto della scarsa capacità di immagazzinamento che hanno gli strati di coltivazione, progettati per l utilizzazione del tappeto erboso in ogni condizione climatica, e quindi della loro natura prevalentemente sabbiosa. Quando all acqua si chiede anche una funzione climatizzante per diminuire la temperatura dei tappeti erbosi costituiti con specie microterme, gli irrigatori devono avere una maglia non molto larga e polverizzare bene l acqua con getto basso, in modo da non risentire dell effetto del vento e umettare uniformemente l apparato epigeo delle piante in breve tempo. L impiego dell irrigazione freatica richiede un accurata regolazione della profondità della falda, che tenga conto della capacità di risalita capillare dello strato

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi