4. Fitodepurazione e riqualificazione delle aree degradate

C 258 C.2 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE 4. Fitodepurazione e riqualificazione delle aree degradate Una delle maggiori sfide che oggi la società deve affrontare riguarda la necessità di riqualificare il territorio dando priorità alle aree degradate, dismesse e compromesse sotto il profilo ambientale, restituendo ai fiumi e al mare acque pulite e bonificando il suolo da contaminanti. L utilizzo delle dinamiche naturali per innescare i processi di recupero delle aree degradate, nonché di depurazione delle acque di scarico e del suolo, rappresenta un approccio innovativo che si pone alla base del principio di sostenibilità ambientale, intendendo per essa la capacità di soddisfare i bisogni del presente senza compromettere il diritto delle generazioni future di soddisfare a loro volta i propri bisogni. L elemento fondamentale di tali dinamiche è costituito dalla presenza delle piante che nell ambiente svolgono varie funzioni: trattengono con i loro apparati radicali il suolo evitando i dissesti geomorfologici e contengono, degradano o eliminano vari contaminanti fra i quali anche metalli pesanti, pesticidi, solventi, esplosivi e derivati del petrolio. Mentre nel primo caso le piante vengono utilizzate attraverso tecniche di ingegneria naturalistica (risanamento ambientale, rivegetazione, rinaturalizzazione), il trattamento di matrici inquinate avviene attraverso la biorimediazione, tecnica che consiste nell utilizzare le piante per rimuovere gli inquinanti presenti nei suoli, nei sedimenti o nelle acque. In quest ultimo caso la tecnica viene chiamata fitodepurazione mentre il termine fitorimediazione è riferito generalmente al trattamento dei terreni. Le due tecniche vengono riunite sotto il nome di biodepurazione. 4.1 Recupero vegetazionale delle aree degradate. Le aree degradate sono tutte quelle superfici il cui terreno risulta privo di copertura vegetale o ricoperto di un manto di vegetazione degradata e in condizione di squilibrio ecologico. In base alle cause che ne hanno provocato il degrado, si distinguono aree degradate per l azione prevalente di fattori naturali e aree compromesse per l azione di fattori antropici. Nel primo caso si tratta di aree che sono state teatro di frane, valanghe o smottamenti, in particolare quelle di collina, montagna e alta montagna, soggette a forte erosione dove si sono prodotti, o si stanno producendo, un diradamento e un impoverimento della vegetazione, nonché le aree ripariali e collaterali ai corsi d acqua, spondali di laghi naturali o artificiali, soggette a erosione delle ripe e delle sponde per azione della corrente o invase e ricoperte da materiale solido a seguito di eventi alluvionali o piogge intense e concentrate. Le aree degradate per azione dell uomo sono le scarpate collaterali a strade o ferrovie, le discariche autorizzate prima dell entrata in vigore d.P.R. 915/82 e le aree di accumulo abusivo di rifiuti, le aree private di copertura vegetale da calpestio dovuto a fruizione turistico-ricreativa o al passaggio e alla sosta di veicoli, le aree di cantiere interessate da attività di escavazione ed estrattive, in cui l assenza o il degrado della copertura vegetale sono conseguenza dell esecuzione di scavi, movimenti e riporti di terra, aree dismesse alle colture. Per prevenire il dissesto idrogeologico, sistemare e recuperare tali aree sono diffuse le tecniche di ingegneria naturalistica, che rappresentano uno strumento indispensabile per la salvaguardia e la riqualificazione del territorio, in quanto comportano un minore impatto ambientale delle opere, la riqualificazione paesaggistica e ambientale,

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi