2.3.2 Tecniche e attrezzi per le lavorazioni principali

C 26 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE 2.3.2 Tecniche e attrezzi per le lavorazioni principali (aratura, vangatura, discissura) Aratura. L aratura è considerata la lavorazione del terreno per antonomasia e rappresenta forse la tecnica di intervento principale più diffusa in Italia e all estero. Viene eseguita con l aratro, strumento rovesciatore notoriamente costituito da un coltello, un vomere e un versoio; il primo esegue il taglio verticale del terreno, il vomere opera il taglio orizzontale e il versoio opera il ribaltamento della fetta imprimendo a questa una rotazione di 135-150° (Fig. 1.13). All aratro può essere applicato anche un avanvomere che, operando il taglio e il rovesciamento di una piccola porzione superficiale della fetta, permette un migliore interramento della biomassa presente sulla superficie del terreno al momento dell aratura (residui colturali, letame, colture da sovescio, ecc.) e un più efficace controllo delle piante infestanti. Esistono diverse tipologie di aratri: a. per il numero di corpi lavoranti: aratri a un solo corpo (monovomeri) o a più corpi (polivomeri); questi ultimi aprono più solchi in un unico passaggio e sono quindi caratterizzati da una maggiore capacità di lavoro, ma richiedono inevitabilmente trattrici di maggiore potenza; b. per il tipo di attacco alla trattrice: aratri portati, semiportati e trainati; c. per la direzione del versoio: aratri semplici, caratterizzati dalla presenza di soli versoi destri e pertanto capaci di rovesciare il terreno sempre dalla stessa parte (ideali per arature a colmare e a scolmare) o aratri doppi (o reversibili), dotati di versoi destri e sinistri montati specularmente sulle lame e ambiversatili (dotati di versoi simmetrici ai quali è possibile imporre la direzione del rovesciamento agendo sul loro asse di inclinazione rispetto al terreno); d. per la tipologia del versoio: elicoidale, cilindrico, composito (il più diffuso), a losanghe (fette romboidali che migliorano il rovesciamento e riducono lo sforzo di trazione), fenestrato (che consente una minore adesione del terreno all organo lavorante, con conseguente riduzione dello sforzo di trazione); e. per la tipologia dell organo operatore: a versoio (tradizionale), a dischi folli (il disco svolge da solo il compito di vomere, versoio e coltello, con i vantaggi di ridurre la formazione della suola di aratura e non produrre inversione degli strati del terreno; di contro opera a profondità limitata e si adatta poco a suoli pesanti), rotativo (mosso dalla presa di potenza della trattrice con sforzo di trazione molto ridotto, ottimo sminuzzamento e interramento dei residui colturali delle infestanti e possibilità di impiegare trattrici meno pesanti). Attacco a tre punti Bure Versoio Coltro Scalpello Vomere FIG. 1.13 Un aratro portato con i suoi componenti.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi