4.2.1 Fitodepurazione e lagunaggio

FITODEPURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE DEGRADATE C 261 4.2.1 Fitodepurazione e lagunaggio. La depurazione delle acque di scarico è un problema di importanza rilevante, analogo a quello dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani o industriali: spesso le acque di scarico sono immesse nei corsi d acqua o in mare senza alcun trattamento, oppure, esistono collettori per raccogliere la quantità degli scarichi urbani e depuratori la cui funzionalità tuttavia non è sufficiente a ripulire completamente le acque dagli inquinanti. Per raggiungere un grado di purezza e salubrità ragionevole si fa ricorso ad alcune tecniche di depurazione naturale che si basano sul seguente principio: possibile, attraverso un opportuno disegno idraulico, la regolazione dei flussi, la colonizzazione ecologica pilotata e spontanea di corpi d acque naturali o artificiali di varia forma, superficie e volume, ricostruire substrati ove si possano svolgere una serie di funzioni biologiche che portano al degrado della materia organica ed all intrappolamento di molecole di varia natura eventualmente presenti . Si tratta dunque di ricreare condizioni in cui si possono svolgere funzioni che normalmente si svolgono in ecosistemi acquatici, correnti e stagnanti, interponendo tra uno scarico in uscita da un impianto di depurazione e il punto in cui questo si getta nel corso d acqua, un filtro ambientale formato da ecosistemi naturali, detti anche ecosistemi filtro, radicati a un substrato di crescita o flottanti sullo specchio d acqua, che svolgano una naturale funzione di ossigenazione e di filtro nei confronti di molte sostanze estranee contenute nelle acque. Tali sistemi, noti fin dai tempi dei Romani, che avevano notato come le acque, dopo l attraversamento delle zone umide ne uscivano pulite, sono di due tipi: sistemi di fitodepurazione e sistemi di depurazione mediante lagunaggio. All interno di entrambi i sistemi avvengono numerosi processi di abbattimento: sedimentazione, filtrazione, assorbimento, degradazione microbica, assorbimento delle piante, foto-degradazione. I microrganismi che vivono in simbiosi con le piante svolgono l azione di depurazione, sia in condizioni aerobiche sia anaerobiche, mettendo in atto una serie di reazioni chimiche e fisiche di degradazione degli inquinanti. I sistemi di fitodepurazione prevedono lo sfruttamento di piante acquatiche (macrofite), in grado di biodepurare i reflui inquinanti immessi in bacini progettati con tale finalità garantendo, specialmente in climi caldi e temperati, un elevata efficienza depurativa grazie alla quantità di acqua filtrata dalle macrofite e all assorbimento di nutrienti necessario per lo sviluppo delle stesse. La fitodepurazione è impiegata per il trattamento di acque reflue domestiche e urbane delle comunità rurali di piccole dimensioni, degli scarichi stagionali come per esempio quelli dei campeggi, degli alberghi e dei villaggi turistici, degli scarichi industriali, dei percolati provenienti dalle discariche e delle acque di dilavamento di strade e autostrade. Il lagunaggio invece è rappresentato da laghi artificiali con pochissima vegetazione e sfrutta i naturali meccanismi di sedimentazione, filtrazione, assorbimento e degradazione delle sostanze inquinanti garantendo ottimi rendimenti di rimozione dei solidi sospesi e della carica microbiologica cosicché i reflui possono essere riutilizzati in agricoltura. Entrambi i sistemi possono essere opportunamente combinati in un sistema ibrido posto a valle di impianti di depurazione convenzionali, in grado di assolvere contemporaneamente all abbattimento della sostanza organica (trattamento secondario), dei nutrienti (trattamento terziario) e della carica batterica (disinfezione). C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi