4.2.2 Fitorimediazione

FITODEPURAZIONE E RIQUALIFICAZIONE DELLE AREE DEGRADATE C 263 Si distinguono in sistemi a flusso sommerso orizzontale e sistemi a flusso sommerso verticale. Sistemi a flusso sommerso orizzontale SFS-h o HF (Subsurface Flow Systemhorizontal o Horizontal Flow), cioè bacini riempiti con materiale inerte, dove i reflui scorrono in senso orizzontale, in condizioni di saturazione continua (reattori plug-flow). Le specie vegetali utilizzate sono macrofite radicate emergenti (comunemente utilizzata è la Phragmites australis); esse contribuiscono al processo depurativo, favorendo da un lato lo sviluppo di un efficiente popolazione microbica di tipo aerobico nella rizosfera e, dall altro, attraverso l azione di pompaggio dell ossigeno atmosferico dalla parte aerea all apparato radicale e sino alla porzione di terreno circostante questo; conseguentemente si ha una migliore ossidazione del refluo e la creazione di una alternanza di zone aerobiche, anossiche e anaerobiche, che consentono lo sviluppo di microrganismi specializzati e la scomparsa pressoché totale dei patogeni, particolarmente sensibili, questi, ai rapidi cambiamenti del tenore di ossigeno disciolto nel terreno. I sistemi a flusso sommerso orizzontale assicurano maggiore protezione termica dei liquami nella stagione invernale, soprattutto nel caso in cui si prevede possano verificarsi frequenti periodi di copertura nevosa. Per i sistemi realizzati in aree con clima particolarmente rigido, è buona norma prevedere la possibilità di abbassare il livello dell acqua nella vasca in modo da evitarne il congelamento. Sistemi a flusso sommerso verticale SFS-v o VF (Subsurface Flow System-vertical o Vertical Flow), cioè vasche riempite con materiale inerte, dove i reflui scorrono in senso verticale in condizioni di saturazione alternata (reattori batch). Spesso sono costituiti da almeno due vasche in parallelo, che vengono a trovarsi alternativamente in condizioni di carenza e di eccesso di ossigeno. la maggiore areazione del substrato a incrementare i processi aerobici, come la rimozione della sostanza organica e la nitrificazione. Le specie utilizzate appartengono alle macrofite radicate emergenti. In alcuni casi le diverse tipologie di sistemi possono essere combinate con l obiettivo di ottimizzare le rese depurative di un particolare tipo di refluo. Questi sistemi combinati prendono il nome di sistemi ibridi. 4.2.2 Fitorimediazione. Le piante utilizzate per la biodepurazione sono sia erbacee che arboree, anche se per la fitorimediazione ultimamente si preferiscono gli alberi perché possiedono sia grandi biomasse, nelle cui foglie i contaminanti possono accumularsi prima della caduta autunnale, sia radici profonde che abbracciano estese aree da trattare sia una vita lunga che consente trattamenti a lungo termine. Fra gli alberi per la fitorimediazione di composti organici in suoli e acque, hanno un posto di rilievo le freatofite (pioppi e salici), le cui lunghissime radici sono in grado di raggiungere l umidità proveniente dalla falda acquifera e di catturare e mobilizzare anche il contaminante in esse presente. L efficacia fitorimediativa dei pioppi (fra i quali si sono rivelate più adatte le specie Populus deltoides e il Populus trichocarpa) che agiscono come pompe naturali assorbendo erbicidi tossici, pesticidi e fertilizzanti da corsi d acqua e falde acquifere, è stata dimostrata in parecchi studi. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi