SEZIONE C

C 264 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Così sono stati effettuati trattamenti utilizzando pioppi e salici nei siti contaminati da esplosivi con piante del genere Populus e nei siti inquinati da composti organici diversi come tricloretilene, percloroetilene, solventi clorurati, idrocarburi policiclici aromatici e alifatici. Particolarmente interessanti sono quelle specie, dette iperaccumulatrici, che mostrano una straordinaria capacità nell accumulo di metalli pesanti. In natura alcune specie vegetali vivono quasi esclusivamente in suoli ricchi di metalli pesanti, tanto che, con la loro presenza o determinati cambiamenti morfo-fisiologici, forniscono informazioni sull ambiente in cui vivono, dalla natura litologica del substrato alla presenza di inquinanti nell atmosfera o nell ambiente acquatico. Si tratta di specie calcicole, calciofile e calcifughe, alofite, metallofite, tra cui le serpentine floras, tipiche delle ofioliti, alle quali sono associati frequentemente giacimenti di Ni e Cr o i cosiddetti copper flowers dei depositi di Cu dello Zambian Copper Belt. Queste piante sono dette indicatrici mentre sono dette accumulatrici quelle specie vegetali che riescono ad accumulare nei propri tessuti una quantità di metalli pesanti superiore ai contenuti medi della vegetazione circostante. L elevata presenza di metalli pesanti nella biomassa epigea viene tollerata dalle piante attraverso meccanismi diversi: compartimentalizzazione: segregazione in comparti cellulari (vacuolo soprattutto) separati dalle principali vie metaboliche; chelazione: legame con molecole organiche (es. fitochelatine); biotrasformazione: riduzione a forme ioniche biologicamente meno attive e quindi meno tossiche. La predisposizione ad accumulare metalli pesanti in quantità piuttosto elevate (iperaccumulo) è tipica di circa 400 specie, appartenenti a ben 45 famiglie botaniche, in cui prevalgono fra le piante erbacee le Brassicaceae, sia spontanee che coltivate, rappresentate soprattutto dai generi Thlaspi, Brassica, Alyssum, e fra le piante arboree le Salicaceae (si è visto che il salice coltivato su scorie minerarie contiene nella parte aerea zinco .8.000 ppm e rame, cadmio e piombo .100 ppm). Tecniche di fitorimediazione. Sono state sviluppate diverse tecnologie basate su pro- cessi biologici, a seconda del tipo di azione svolta: fitotrasformazione, biorimediazione nella rizosfera, fitostabilizzazione, fitovolatilizzazione, fitoestrazione. fitotrasformazione. Interessa unicamente le sostanze organiche che possono essere assorbite (parzialmente o totalmente) dalle radici, assunte, traslocate, trasformate nel metabolismo e volatilizzate. La trasformazione dei contaminanti avviene sia dentro la pianta, previo assorbimento, sia nella rizosfera a opera di enzimi che all interno del vegetale sono la citocromo-P450-ossigenasi e il glutatione-S-transferasi (presenti anche nel fegato degli animali), mentre negli essudati radicali si trovano prevalentemente la ossido-riduttasi e la laccasi. I processi di fitodegradazione sono ancora poco conosciuti, ma ricerche di laboratorio hanno evidenziato che alcune graminacee, come il Sorghastrum nutans e il Panicum virgatum, possono degradare gli idrocarburi poliaromatici (es. benzoantracene, pirene, benzopirene), mentre il Bromus inermis e la Festuca arundinacea sono in grado di metabolizzare l esplosivo TNT. Fra le leguminose, l erba medica (Medicago sativa) metabolizza gli idrocarburi del petrolio (TPH, Total Petro-

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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi