SEZIONE C

C 266 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Fra le brassicacee i generi Thlaspi, Brassica, Alyssum hanno un notevole tasso di accumulo di metalli pesanti: in particolare Thlaspi caerulescens accumula Cd, Thlaspi rotundifolium Pb, Thlaspi calaminare Zn, Alyssum bertolonii Ni, Berkheya coddii Ni, Macadamia neurophylla Mn, Astragalus pettersoni Se, Haumaniastrum robertii Co, Haumaniastrum katangense Cu. Efficacia e sviluppi della fitorimediazione. Gli studi sulla capacità di rimozione di radionuclidi da parte delle piante sono ancora in sviluppo. stata analizzata la rimozione del cesio-137 e dello stronzio-90 attraverso piante come Amaranthus retroflexus, Phaseolus acutifolius, Brassica juncea, mentre il girasole (Helianthus annuus) è risultato in grado di assorbire uranio e di concentrare cesio e stronzio nei tessuti a valori 8.000 volte maggiori di quelli presenti nel terreno. Per quanto riguarda l inquinamento da nutrienti sono state utilizzate piante di pioppo e salice per depurare acque reflue di caseifici, ricche in nutrienti organici e inorganici. A migliorare le conoscenze sui meccanismi della fitorimediazione, sia per l accumulo di metalli che per la degradazione di sostanze organiche, può contribuire l ingegneria genetica. Il pioppo è stato la prima pianta a cui nel 1970 è stata applicata questa biotecnologia. Da allora molte altre specie forestali vengono manipolate mediante colture in vitro e trasformate con Agrobacterium tumefaciens ed elettroporazione per il trasferimento diretto di geni. Le piante transgeniche possiedono geni specifici che conferiscono loro nuove e migliori proprietà, attraverso due diversi approcci di ingegneria genetica: trasformazione con geni vegetali per aumentare o inibire proprietà già esistenti (aumentando l espressione o usando RNA antisenso); introduzione di geni derivati da altre specie, sia vegetali che animali o microbiche, per sviluppare nuove proprietà. Per esempio, sono stati prodotti pioppi transgenici per volatilizzare il mercurio dal suolo trasferendo i geni batterici merA9 e merA18 per la reduttasi dello ione mercurico, che converte Hg(II) in Hg(0). Le piante transgeniche cresciute su suoli contaminati con 40 ppm di Hg (II) accumulano una maggiore biomassa e volatilizzano Hg(0) in aria, con efficienza da 2 a 4 volte superiore rispetto alle piante non transgeniche. Ciò induce a ritenere che approcci transgenici possano essere impiegati per migliorare le proprietà di fitorimediazione. Questa biotecnologia è, infatti, molto promettente soprattutto dal punto di vista ambientale, poiché i terreni decontaminati restano fertili, al contrario di quanto avviene usando i metodi chimico-fisici tradizionali . Nonostante i molti vantaggi, tuttavia, la fitorimediazione presenta anche diversi punti di criticità. Uno dei limiti della fitorimediazione è, infatti, la necessità di tempi molto lunghi per la realizzazione del processo. Per bonificare un terreno utilizzando le piante e ottenere una significativa riduzione dei livelli di concentrazione dei contaminanti, occorrono tempi estremamente lunghi, variabili dall ordine dei mesi fino alle decine di anni, in dipendenza del livello di inquinamento. Inoltre, bisogna considerare l acquisizione di tossicità da parte delle specie vegetali che stazionano per tempi prolungati in siti inquinati e la potenziale introduzione di sostanze contaminanti o di loro metaboliti nella catena alimentare. Va ricordato, infine, che in Italia non esiste una completa mappatura delle aree inquinate e quindi passibili di intervento.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi