5.2.4 Rete metallica a doppia torsione

INGEGNERIA NATURALISTICA C 269 la protezione della superficie una volta che la stuoia ha subito completa degradazione. Le stuoie intessute in filo di cocco risultano idonee su scarpate a maggior pendenza, su substrati aridi e a forte drenaggio. Sono altresì adatte su sponde in erosione soggette a periodica sommersione. La durata nel tempo è variabile; la fibra di cocco, in particolare, dura fino a 5-6 anni. Materiali. Stuoie biodegradabili in fibre organiche di paglia, cocco o miste, di peso non inferiore a 250 g/m2, in genere supportate da una rete foto-ossidabile biodegradabile, con maglia minima 1 3 1 cm, oppure carta cucita con filo biodegradabile, eventualmente preseminata; stuoie intessute (in genere con fili di juta o cocco); staffe o picchetti in ferro acciaioso piegati a U o in legno; miscela di sementi (40 g/m2); talee e arbusti autoctoni. 5.2.4 Rete metallica a doppia torsione. Per il rivestimento di Rete metallica a doppia torsione scarpate in roccia soggette a erozincata e plastificata, maglia min. 6 3 8 Fissaggio con fune sione, con distacco di materiale laAncoraggio in barre di acciaio pideo di varie dimensioni, si opera di ferro acciaioso D 5 12 2 D 5 min. 14 mm (1/2 m ) mediante stesura di rete metallica zincata e/o plastificata, adeguataCrescita spontanea mente ancorata al substrato con vegetazione tondini di ferro ad aderenza migliorata in caso di rocce compatte o con sistemi costituiti da cavi d acciaio inseriti nella roccia e collegati alle estremità con ancore a Cavo di fissaggio alla base scomparsa e organi superficiali di bloccaggio in caso di rocce sciolte. Gli ancoraggi possono essere legati esternamente da funi in acciaio per FIG. 2.16 Rete metallica a doppia torsione. aumentare l efficacia dell intervento e contrastare le sollecitazioni cui è sottoposta la rete per il distacco di materiale roccioso (Fig. 2.16). La funzionalità è immediata, permettendo l intercettazione e il trattenimento dei sassi che si staccano dal pendio. La presenza permanente della rete metallica genera però pericolo per gli animali su scarpate a pendenza medio-bassa. Campi di applicazione. Scarpate formate da ammassi rocciosi particolarmente instabili soggetti ad alterazione. Materiali impiegati. Rete metallica a doppia torsione; chiodi in tondino di ferro acciaioso, ad aderenza migliorata, di diametro minimo 14 mm, aventi lunghezza infissa non inferiore a 40 cm e con l estremità libera sagomata a U o barre filettate con flangia e dado; boiaccatura con miscela di acqua e cemento; sistemi costituiti da cavi d acciaio inseriti nella roccia e collegati alle estremità con ancore a scomparsa e organi superficiali di bloccaggio; funi d acciaio; idrosemina a spessore o semina a strato. 5.2.5 Stuoie sintetiche tridimensionali. Per il rivestimento di scarpate soggette a erosione superficiale vengono utilizzate stuoie tridimensionali, costituite da filamenti sintetici aggrovigliati in modo da trattenere le particelle di materiale inerte terroso. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi