SEZIONE C

LAVORAZIONI DEL TERRENO C 27 Profondità di aratura. In relazione alla profondità cui opera il vomere, le arature si possono distinguere in superficiali (fino a 20-25 cm di profondità), medie (tra 25 e 40 cm) e profonde (tra 40 e 60 cm). La profondità dell aratura deve adattarsi alle esigenze della coltura agraria per la quale è realizzata, sia per le caratteristiche del suo ciclo (arature tendenzialmente più profonde per colture a ciclo primaverile-estivo) sia per quelle dell apparato radicale (arature più profonde per specie con apparato radicale fittonante e/o arature dotate di scarsa capacità di penetrazione). Le lavorazioni più profonde (arature da profonde a medie) sono destinate di norma alle colture da rinnovo a ciclo primaverile-estivo particolarmente esigenti, come la barbabietola da zucchero, il mais, il girasole, l erba medica, la patata e il pomodoro. In una visione classica delle tecniche di lavorazione del terreno, questo tipo di aratura è eseguito in piena estate, segue spesso la rottura delle stoppie di un cereale invernale e prende il nome di lavoro da rinnovo ; esso è eseguito periodicamente (in passato anche in concomitanza con la letamazione), proprio per rinnovare la fertilità fisica dello strato di terreno interessato dagli apparati radicali a vantaggio di tutte le colture dell avvicendamento. Le arature più superficiali invece sono riservate comunemente ai cereali autunnovernini, alle specie foraggere a ciclo breve e alle principali specie orticole. ormai accertato che l eccessivo approfondimento del lavoro di aratura può anche determinare un indesiderato sconvolgimento degli equilibri microbiologici del terreno e un eccessivo interramento degli strati più fertili di questo (quelli meno profondi), con conseguente trasporto in superficie di orizzonti biologicamente più inerti. Un ulteriore aspetto negativo dell aratura profonda è rappresentato dal maggiore sforzo di trazione richiesto, soprattutto in caso di terreni pesanti; ciò impone evidentemente il ricorso a trattrici di maggiore potenza e ad aratri più robusti e complessi, oltre che un deciso aumento dei tempi di lavoro e dei consumi di carburante e lubrificante, con una sostanziale crescita dei costi energetici ed economici. Indipendentemente dalla profondità alla quale è realizzata, l aratura può anche determinare la formazione di uno strato di terreno di maggiore densità (detta appunto suola di aratura ), prodotto dalla pressione indotta dall attrezzo e/o dall insieme di attrezzo e trattrice (nel caso di aratura con trattrice con ruote entro il solco). Epoca di aratura. Relativamente all epoca in cui l aratura può essere effettuata, si distinguono le seguenti tipologie di aratura. a. Arature estive: si effettuano nel periodo compreso tra la raccolta delle specie autunnovernine (giugno-luglio) fino a metà di settembre. Pregi: a. scarso compattamento del terreno (dato il ridotto contenuto di umidità di quest ultimo nel periodo estivo); b. prolungata esposizione della massa terrosa agli agenti atmosferici; c. immagazzinamento delle acque di pioggia del periodo autunnale. Difetti: a. produzione di zollosità di grosse dimensioni; b. maggiore impiego di energia (vista la maggiore coesione del terreno); c. più rapida ossidazione della sostanza organica; d. possibile incremento dei rischi di erosione (data l assenza prolungata di copertura del terreno da parte dei residui colturali). b. Arature autunnali: si realizzano dopo la raccolta delle specie a ciclo primaverileestivo (da metà settembre a novembre). Pregi: minore ossidazione della sostanza organica rispetto alle arature estive. Difetti: a. maggiori rischi di compattazione del terreno (essendo più probabili interventi in condizioni di terreno fuori tempera); b. difficoltà di intervento in suoli pesanti in condizioni di elevata piovosità. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi