5.2.6 Rivestimento vegetativo in rete metallica e stuoia

C 270 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Le stuoie vengono assicurate Cotico erboso Georete intasata con ghiaino e bitumata in opera a freddo al terreno mediante picchetti da idrosemina Riporto e interrate in solchi appositaStaffe in acciaio di terreno vegetale mente approntati sia a monte sia a valle della scarpata o sponda; i teli adiacenti devono essere sormontati lateralmente per almeno 10 cm. Le stuoie 20 m devono essere abbinate a intasamento con materiale inerte terroso a granulometria fine e a FIG. 2.17 Fosso di guardia/canaletta bitumata in opera a freddo. Stuoia sintetica semina o idrosemina. Possono tridimensionale. essere abbinate a messa a dimora di talee e arbusti autoctoni (Fig. 2.17). Consentono una rapida esecuzione dell intervento e un immediato e duraturo effetto antierosivo superficiale per il trattenimento del materiale terroso sottostante la stuoia. Campi di applicazione. Rivestimento di scarpate regolarizzate, prive di asperità e con scarsità di terreno vegetale; sponde di canali e in genere zone a contatto costante con acqua. Materiali. Geostuoia sintetica tridimensionale in nylon, polipropilene, polietilene e polietilene ad alta densità di spessore (min. 10 mm), annerita al nero fumo per attenuare l aggressione da parte dei raggi UV; picchetti in ferro o staffe metalliche (min. 8 mm); inerte terroso; sementi (40 g/m2) e arbusti o talee. 5.2.6 Rivestimento vegetativo in rete metallica e stuoia. La copertura di scarpate soggette a erosione si può realizzare mediante la stesura di biostuoie o stuoie sintetiche tridimensionali (spessore min. 10 mm), sormontate da una rete metallica a doppia torsione, zincata e plastificata. Rete e stuoie vengono fissate al terreno mediante picchetti, barre metalliche o cavi ancorati, legati a monte e a valle con una fune di acciaio. Nel caso di versanti molto ripidi e particolarmente friabili, tutti gli ancoraggi sono collegati in superficie mediante funi d acciaio per migliorare l aderenza al substrato (Fig. 2.18). La quantità di ancoraggi dovrà essere valutata in base alla pendenza della scarpata: in genere non sono mai inferiori a 1-2 per m2. Il rivestimento viene abbinato a idrosemina a spessore e messa a dimora di arbusti autoctoni e, nelle stazioni ecologicamente favorevoli, di talee. Cotico erboso da idrosemina Rete zincata e plastificata Talee di salice Arbusti in zolla Biostuoia organica preseminata in cocco e paglia Fissaggio con cavi ancorati FIG. 2.18 Rivestimento vegetativo in rete zincata e stuoia organica.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi