5.2.11 Viminata viva seminterrata

C 274 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Per l armatura al piede devono essere utilizzati in alternativa: a. fascine vive o morte; b. tronchi e chiodature metalliche; c. massi; d. massi legati con fune in acciaio. Campi di applicazione. Sponde di corsi d acqua dove necessiti una protezione con- tinua ed elastica della sponda. Sono da escludere i corsi d acqua con velocità della corrente e trasporto solido notevoli. Materiali. Ramaglia viva, verghe o astoni di specie con capacità di propagazione vegetativa, di lunghezza mai inferiore a 1,5 m e dal portamento dritto; picchetti e tondame in legno di castagno ([ 8-12 cm, L 5 80 cm); filo di ferro cotto ([ 2-3 mm); terreno per la copertura. 5.2.11 Viminata viva seminterrata. Consiste in un intreccio di verghe di specie legnose con capacità di propagazione vegetativa, attorno a paletti in legno. Consente di ottenere una rapida stabilizzazione fino a 25-30 cm di profondità e immediato contenimento del materiale. una tecnica adattabile alla morfologia della scarpata. La sua esecuzione richiede notevole manodopera e non sempre sono 24 reperibili, per l intreccio, verghe 3m lunghe ed elastiche in quantità sufficiente. La stabilizzazione è immediata per gli strati superficiali di terreno, e si ha un miglioramento quando le verghe emettono radici, anche se la radicazione è modesta rispetto alle quantità di materiale 1m utilizzato (Fig. 2.22). 0,35 0,35 0,30 Campi di applicazione. Scarpate con inclinazione massima 40° FIG. 2.22 Viminata viva. e soggette a movimento superficiale del terreno o a modesti franamenti; sponde di corsi d acqua a velocità della corrente medio-bassa e trasporto solido ridotto. Non è una tecnica utilizzabile in corsi d acqua a elevata energia. Tecnica utilizzabile su terreni sassosi o rocciosi se abbinata a riporti di terreno. Materiali. Verghe elastiche di specie legnose, adatte all intreccio e con capacità di propagazione vegetativa (salici, tamerici), poco ramificate (L min. 1,50 m e [ alla base non inferiore ai 2-4 cm); paletti in legno di conifere o castagno ([ 548 cm, L 5 1,0041,50 m); picchetti di ferro ([ 14416 mm, L 5 50 cm41 m); filo di ferro cotto. 5.2.12 Fascinata. Prevede la messa a dimora di fascine vive di specie legnose con capacità di propagazione vegetativa (verghe legate assieme con filo di ferro) all interno di un solco. Nella fascinata su versante le fascine sono assicurate con picchetti battuti attraverso le fascine stesse o di fronte a esse; la fascinata su sponda consiste nella infissione dei picchetti in legno con orientazione alternata, per rendere la struttura

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi