5.2.13 Gradonata viva

INGEGNERIA NATURALISTICA C 275 più elastica e solidale in caso di piena. La realizzazione di fascine spondali determina un restringimento dell alveo: è necessario quindi, nelle sezioni ristrette, prevedere lo spazio necessario per il regolare deflusso delle acque (Fig. 2.23). La stabilizzazione è rapida e di facile esecuzione; tuttavia l effetto in profondità è limitato e le fascine sono sensibili alla caduta sassi. I rami più esterni sono soggetti ad abrasione. Sui pendii funge da dreno biotecnico e facilita lo sgrondo delle acque. La fascinata morta si impiega lungo sponde di corsi d acqua a bassa velocità dell acqua e limitato trasporto solido, disponendo fascine morte di specie legnose longitudinalmente sulla sponda al di sotto del livello medio dell acqua. Si ottiene una protezione immediata del piede della sponda in poco spazio e con impiego limitato di materiale. Eseguibile in qualsiasi momento dell anno, funge anche da riparo per piccoli animali acquatici. Campi di applicazione. Pendii con pendenza non superiore ai 35°, con necessità di drenaggio biotecnico, scarpate stradali e ferroviarie, scarpate di discarica; corsi d acqua a energia media con portate e livello medio relativamente costanti. Materiali. Verghe di specie legnose con capacità di propagazione vegetativa, salici e tamerici ([ min. 1 cm e L min. 2,00 m); filo di ferro; paletti di legno ([ 5 cm) o picchetti in ferro ([ 8414 mm, Raccordo terreno vegetale L min. 60 cm); terreno di riporto a cunetta Ramaglia viva di riporto; verghe mordi salice (7,8,9) Picchetti in acciaio [ 10/14 mm te di specie legnose ([ o in legno [ min. 5 cm min. 2 cm e L min. 2,00 m); paletti di legno ([ 5 Ramaglia morta cm) o picchetti in ferro Fascinata viva seminterrata ([ 8414 mm, L min. 60); Cotico erboso pietrame. da idrosemina 5.2.13 Gradonata viva. Consiste nella messa a dimora, all interno di gradoncini o terrazzamenti scavati a file parallele sui pendii, di ramaglia di piante legnose con capacità di riproduzione vegetativa (salici, tamerici, ecc.) e/o arbusti radicati autoctoni e nella successiva copertura con il materiale proveniente dagli scavi superiori. Si ottiene una radicazione profonda con effetto di drenaggio; sono impediti sia l erosione sia il movimento del terreno; il ruscellamento superficiale viene rallentato (Fig. 2.24). Particolare fascinata viva Scala 1:20 Riporto di terreno vegetale FIG. 2.23 Fascinata. 5 1,5 ,00 m 43 m 10° Riporto di terreno vegetale Formazione di gradoni mediante scavo e successivo riporto di inerte locale FIG. 2.24 Gradonata viva. Ramaglia viva di salice Cotico erboso da idrosemina C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi