5.2.16 Palificata viva con palo frontale infisso

INGEGNERIA NATURALISTICA C 277 2,00 m completata dal riempimento con materiale terroso inerte e pietrame nella parte sotto il livello medio dell acqua. Il pietrame e le fascine poste a chiudere le celle verso l esterno garantiscono la struttura dagli svuotamenti. Le talee inserite in profondità sono necessarie per assicurare l attecchimento delle piante che, negli ambienti mediterranei, soffrono per le condizioni di aridità. L effetto consolidante è notevole, è legato inizialmente alla durata del legname e viene sostituito nel tempo dallo sviluppo delle redici delle piante. In tal senso sono consigliabili altezze della struttura inferiori a 2,5 m (Fig. 2.26). Il consolidamento è rapido e robusto, con un effetto visivo immediatamente gradevole e di grande effetto paesaggistico, legato al rapido sviluppo delle ramaglie. Il legno col tempo marcisce, per cui oltre a buone chiodature, è necessario che le piante inserite nella struttura siano vitali e radichino in profondità, così da sostiGradonata viva con talee di salice tuire, come si è detto, la funzione di soTerreno vegetale stegno e consolidamento della scarpata, Cotico erboso da idrosemina una volta che il legno si deteriora. Palificata in legno a parete doppia in tondame di larice Campi di applicazione. Consolidao castagno [ 25 cm mento di pendii e scarpate franosi, al Talee di salce piede di scarpate stradali o ferroviarie; sponde fluviali soggette a erosione di Strada di servizio in glorit corsi d acqua ad energia medio-alta, con trasporto solido anche di medie dimensioni. La variante a una parete è preferibile in situazioni di spazio o di possibilità di scavo limitati. 2,00 m Materiali. Tronchi di castagno o resinosa scortecciati ([ 20430 cm); chio- FIG. 2.26 Palificata viva a parete doppia. dature metalliche ([ 12414 mm); talee e ramaglie da abbinare a fascine vive di Gradonata viva con talee di salice salice ([ 20430 cm) e fascine morte ([ 25430 cm) nel caso di palificata spon- Fascine vive di salice con rincalzo dale; inerte terroso e pietrame (nella pa- di tout-venant ghiaioso lificata spondale); arbusti autoctoni. Pali in legno 5.2.16 Palificata viva con palo frontale infisso. Struttura spondale in tondame, costituita da un incastellatura di tronchi a formare camere frontali nelle quali vengono inserite fascine vive di salici o tamerici. Frontalmente è presente un palo verticale sul quale sono chiodati i tronchi correnti e quelli trasversi. L opera, addossata alla sponda in erosione, è completata dal riempimento con materiale terroso inerte e pietrame nella parte sotto il livello medio dell acqua, trattenuti da una fascina morta o da un gabbione cilindrico (Fig. 2.27). Pali di sostegno in legno con puntale in ferro Liv. medio Terreno naturale Fissaggio con chiodi in tondino di ferro Fascine morte FIG. 2.27 Palificata viva con palo verticale. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi