5.2.19 Materasso rinverdito

INGEGNERIA NATURALISTICA C 279 turbolenze e delle correnti trasversali che si vengono a generare, si possono avere erosioni in testa e al piede dei repellenti, nonché sulla sponda opposta se non correttamente dimensionati e posizionati. necessario l impiego di grandi quantità di materiale vivo. Campi di applicazione. Corsi d acqua nei quali è necessario deviare il flusso di corrente dell acqua o modificare la sezione dell alveo; ricostruzione di linee di sponda di fiumi e ruscelli a seconda delle caratteristiche idrauliche del corso d acqua. Materiali. Tronchi o pali di legno ([ 15 30 cm, L 5 100-150 cm), alberi grezzi, ramaglia o fascine vive e morte, filo di ferro per legature, barre di ferro, materiale di riempimento: ghiaia, sassi, massi da scogliera. C 5.2.19 Materasso rinverdito. Consiste nella collocazione di moduli prefabbricati in rete metallica zincata, con spessore di 20-30 cm, rivestiti nella parte superiore con geostuoia o biofeltri, riempiti con materiale inerte, preferibilmente locale, e assemblati con punti metallici in acciaio zincato in modo tale da costituire una struttura monolitica. Alcuni moduli non soggetti a sommersione possono essere riempiti con terreno vegetale ed effettuate sulla superficie la semina e la messa a dimora di talee, rizomi, cespi e arbusti radicati di specie autoctone, previo taglio di alcune maglie della rete. Le talee, inserite in preferenza in concomitanza di substrati in roccia sciolta (ghia- Fascine vive di salice ie, sabbie), devono avere una lunghezza tale da passare attraverso l intera struttura e inserirsi nel terreno retrostante in modo Ramaglia 0,50 m tale da assicurare la radicazione 1,50 m in profondità (Fig. 2.30). I ma- Riempimento con inerti terassi hanno un elevata durata temporale, si adattano alla mor- Fascine morte fologia di sponde, alvei, scarpate e vengono in tempi brevi Pali in legno Puntale metallico rivegetati e riassorbiti nelle mor- di castagno o resinosa fologie che diventano naturaliformi. Sono strutture permeabili FIG. 2.29 Pennello vivo. che non ostacolano la filtrazione dell acqua da e verso le sponde. Messa a dimora di talee di salice Campi di applicazione. Sponde di fiumi e canali con energia Materasso in rete metallica a doppia torsione zincata, idraulica significativa, ma comaglia 8 3 8 munque velocità della corrente 1,0 inferiore a 6 m/sec e diametro 0m di trasporto solido inferiore a Biofeltro 20 cm. Possono essere impiega- Riempimento ti anche per il rinverdimento di con inerte ghiaioso scarpate e sponde in roccia fino Riempimento con pietrame a 45-50° di pendenza, salvo opportune chiodature di fissaggio. FIG. 2.30 Pannello vivo.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi