5.2.21 Terrarinforzata rinverdita

INGEGNERIA NATURALISTICA Cotico erboso da idrosemina Terreno vegetale Elementi in rete zincata e plastificata 0,56 m zincato (e plastificato se a contatto con l acqua), maglia tipo 8 3 10 a doppia torsione; filo di ferro zincato ([ 2,2 mm) o punti metallici meccanizzati in acciaio ([ 3,0 mm); talee di salice o tamerice di lunghezza tale da toccare il terreno naturale dietro il gabbione (in genere 1,5-2 m e di [ min. 2 cm). C 281 C 30° Ramaglia viva di salice L min. 2,50 m 5.2.21 Terra rinforzata rinverdita. Opera di soRivestimento interno stegno realizzata mediante con geostuoia sintetica l abbinamento di materiali tridimensionale di rinforzo orizzontale in Elementi in rete reti sintetiche o metalliche zincata e plastificata Gabbioni (2 3 1 3 0,5 m) plastificate, inerti di riemGabbioni pimento e rivestimento in 3,00 m (2 3 1 3 1,0 m) stuoie e griglie sul fronte 2,00 m esterno, tali da consentire la crescita delle piante. Sotto 5,00 m il profilo statico, la stabilità della struttura è garantita FIG. 2.32 Terra verde rinforzata. dal peso stesso del terreno consolidato internamente dai rinforzi disposti orizzontalmente; la stabilità superficiale dell opera è assicurata dalle griglie foderate con stuoie disposte sul paramento inclinato e dalle piante (Fig. 2.32). Si tratta di una struttura di sostegno molto adatta a sistemazioni in spazi limitati o in vicinanza di infrastrutture viarie. La plasticità delle morfologie realizzabili e la totale rivegetabilità ne fanno una delle tecniche più facilmente reinseribili nel paesaggio, a parità di funzionalità di consolidamento. Per garantire l attecchimento e la crescita delle piante e del cotico erboso, i fronti dovranno avere pendenza massima di 60° consentendo così l apporto di acque meteoriche. I manufatti risultano avere un elevata durata temporale e la costruzione per moduli consente di ottenere varie forme, adatte alle condizioni locali del terreno. necessario reperire materiale di riempimento con caratteristiche geotecniche idonee. Campi di applicazione. Sostegno di scarpate in rilevato; consolidamento di scarpate stradali e ferroviarie; consolidamento di sponde e argini; terrapieni antirumore, modellamento e ricostruzione nei casi di spazio limitato. Materiali. A seconda della diversa tipologia costruttiva vengono impiegati geosintetici; griglie metalliche e geosintetici; griglie e armature metalliche; elementi preassemblati in rete metallica a doppia torsione; stuoie organiche o sintetiche con funzione di ritenitori di materiali terrosi. In tutti i casi trovano impiego punti metallici, materiale inerte di riempimento, terreno vegetale, talee vive di salice, arbusti radicati, idrosemine in genere a spessore.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi