5.4.3 Opere di sostegno

C 290 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Nel caso vi sia la necessità di adottare pendenze maggiori (40-45°) per la presenza di edifici, infrastrutture o aree urbanizzate in genere, per evitare fenomeni di ruscellamento, vanno previste tecniche di rivestimento o stabilizzanti (stuoie, reti, viminate vive) che consentano la permanenza in sito della terra vegetale da riportare e garantiscano quindi la crescita della vegetazione. Nel caso di rocce compatte non va necessariamente adottata la massima pendenza tecnicamente possibile, ma il progetto dovrà tenere conto dell assetto e dei raccordi morfologici in funzione di ottenere l ottimizzazione paesaggistica. Gli interventi di rivestimento vegetativo, nel caso di scarpate in roccia ricondotte a pendenze maggiori (45-60°), sono molto onerosi o addirittura impossibili. Dove possibile, dal punto di vista geotecnico, vanno preferite scarpate a tirata unica invece di scarpate a gradoni: in queste ultime infatti aumenta la pendenza di ogni singola scarpata a parità di occupazione complessiva, e quindi di superfici di esproprio, e si ottiene un antiestetico effetto geometrico legato alla presenza dei gradoni, anche se rivegetati. Problemi di ruscellamento superficiale si risolvono adottando interventi antierosivi e stabilizzanti con tecniche di IN. 5.4.3 Opere di sostegno. Nel campo delle opere di sostegno di infrastrutture viarie risultano proponibili principalmente le seguenti tecniche: terre rinforzate rinverdite che consentono la realizzazione sia di opere di sostegno importanti, di altezze anche notevoli (alternative di rilevati a pendenza naturale, ma con notevole risparmio di spazio, o alternative di opere murarie in calcestruzzo, ma con migliore reinserimento paesaggistico) sia di opere con funzione combinata di sostegno di rilevati e rivestimento; muri cellulari rinverditi e muri verdi in terra armata; gabbionate rinverdite; palificate e grate vive utilizzabili per sostegno e rivegetazione di scarpate, piste laterali, ecc. Va rimarcato che gli interventi a verde delle opere di sostegno devono prevedere, oltre alle semine, anche la messa a dimora di talee legnose (salici, tamerici) e di arbusti autoctoni in zolla. Gli interventi con talee sono facilitati se vengono eseguiti in corso di costruzione della struttura (consentendo l inserimento di astoni anche di 2-3 m), ma sono soggetti ai limiti stagionali (autunno-inverno) di messa a dimora delle talee. 5.4.4 Rivegetazione a lato strada. Possono essere realizzati i seguenti interventi: realizzazione a lato strada di fasce di vegetazione tampone con funzioni di filtro sia per l inquinamento atmosferico sia per quello luminoso e visuale di almeno 10 m (Fig. 2.37); tali barriere non hanno in genere funzione antirumore e vanno abbinate a barriere fonoisolanti; interventi di rivegetazione sia nelle aree di pertinenza della strada, a titolo di mitigazione diretta degli impatti, sia a titolo compensatorio, in area più vasta, con la finalità di migliorare il tessuto delle reti ecologiche, dei corridoi faunistici e in genere del tenore di biodiversità; un caso particolare è rappresentato dalla rivegetazione delle aree sotto i viadotti, che rimangono spoglie non per mancanza di luce, ma per quella di acqua; essa può però essere facilmente portata con un sistema di tubi diffusori per subirrigazione, collegati con la rete idrica o in serie con le acque di smaltimento di piattaforma opportunamente condizionate con delle vasche di prima pioggia.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi