5.4.5 Presidi antirumore

Fascia ad arbusti a taglia decrescente Barriera in pannelli fonoisolanti INGEGNERIA NATURALISTICA C 291 Fascia a bosco planiziale C FIG. 2.37 Fascia boscata tampone. 5.4.5 Presidi antirumore. Nei casi in cui questo tipo di interferenza si manifesti per motivi contingenti (vincoli morfologici, preesistenza di edifici in adiacenza nel caso di ampliamenti, ecc.), vanno realizzati presidi antirumore che nei settori stradale e ferroviario sono ormai adottati in Europa da oltre 20 anni. La tipologia più diffusa, per motivi di praticità in particolare legati allo spazio e al massimo avvicinamento alla sorgente, è quella dei pannelli fonoisolanti montati su supporti metallici al ciglio strada. L uso della vegetazione con funzioni antirumore richiede fasce boscate molto ampie (superiori ai 25-30 m e quindi poco proponibili nella realtà territoriale italiana) e costituite da vegetazione arboreo-arbustiva assai fitta e realizzata con specie ramose e con una componente di sempreverdi (resinose e latifoglie) di almeno il 30%. Altri sistemi a verde possono essere realizzati con uso di terrapieni vegetati con le tipologie che seguono: terrapieno naturale vegetato, che richiede però notevoli occupazioni di spazio lato strada e rilevanti quantità di inerti; terrapieno compresso verde, sulla barriera vegetativa antirumore; pannelli fonoisolanti abbinati a terrapieni verdi o a fasce di vegetazione. Nel caso si adottino pannelli trasparenti, la loro presenza va segnalata con adesivi di sagome di falconiformi per evitare lo schianto degli uccelli in planata. 5.5 Interventi di recupero cave. Data la grande varietà di ambienti e di condizioni pedoclimatiche presenti in Italia, per ogni intervento di rivegetazione di cava dovranno essere indagati nei contenuti essenziali i settori di analisi naturalistica e geopedologica per fornire il quadro di riferimento stazionale sul quale basare le scelte progettuali. Per quanto riguarda le tecniche, risultano di solito proponibili interventi antierosivi e stabilizzanti (idrosemine, messa a dimora di arbusti e alberi, biostuoie, viminate e fascinate). Opere costose di tipo combinato (gabbionate e materassi verdi, terre rinforzate e palificate vive, rivestimenti vegetativi in reti metalliche e stuoie, ecc.) sono possibili, ma vanno considerate di impiego localizzato principalmente per motivi di costo. 5.5.1 Cave di pianura. Le escavazioni in pianura sfruttano giacimenti di origine alluvionale (ghiaie, sabbie, argille, ecc.) con morfologie di scavo a fossa che possono, o meno, interessare le falde acquifere sottostanti.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi