5.6 Recupero naturalistico di discariche

C 294 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE Coltivazioni a scarpata unica a piazzale discendente (o splateamento). Le colti- vazioni a scarpata unica a piazzale discendente (o splateamento) sono da considerarsi le migliori sia dal punto di vista paesaggistico e naturalistico sia da quello industriale. Viene effettuato uno scavo dall alto verso il basso, a piazzale discendente (Fig. 2.40) con scarpate di 35-37°. Questa pendenza corrisponde all angolo al di sotto del quale la terra vegetale riportata può rimanere in loco, mentre al di sopra di questo valore c è pericolo di erosione e franamenti. I fronti di scavo sono ad esse perpendicolari, consentendo la lavorazione meccanica delle superfici destinate al ripristino. possibile effettuare riporti di terreno vegetale a fasce discendenti e periodici interventi di semina e messa a dimora di arbusti locali. Terreno e arbusti possono essere ricavati, almeno in parte, in corso d opera da scotici e trapianti derivanti dalle aree di scopertura, in modo da poter ricostituire le formazioni vegetali tipiche di quei versanti. Nel corso degli anni, a partire dalle scarpate più alte (che sono anche le prime a essere trattate) si verifica l ingresso progressivo delle specie naturali derivate dalle formazioni vegetali circostanti. Situazioni miste. Sono abbastanza frequenti situazioni miste e articolate, con morfologie di scavo derivate da condizionamenti locali di natura amministrativa e urbanistica. Nel caso di attività minerarie a cielo aperto, assimilabili per problematiche di ripristino alle cave, vi sono spesso condizionamenti legati alla dislocazione dei giacimenti che, talvolta, richiedono interventi particolari di ripristino. In Figura 2.41 si riporta il caso di un intervento in una miniera di feldspato (miniera di Giustino in provincia di Trento), in cui lo scavo del minerale aveva prodotto negli anni morfologie miste sulle varie litologie sovrastanti il giacimento. Interventi di rivegetazione sulla scarpata in roccia scistosa a 45° sono stati realizzati su supporti in sacche a materasso in reti metalliche, rivestite internamente con stuoie sintetiche tridimensionali e riempite di inerte terroso a matrice sabbiosa. Sui gradoni sono invece stati realizzati dei rilevati con inerte di scopertura, sostenuti da gabbionate rinverdite e da terre rinforzate verdi in geotessili in poliestere. 5.6 Recupero naturalistico di discariche. L argomento discariche viene qui Scarpata di ripristino più vecchia Fascia di scotico e prelievo arbusti autoctoni per trapianto Conservazione vegetazione naturale di mascheramento preso in considerazione principalmente per quanto riguarda i recuperi a verde che Terrapieno con gabbionate verdi Arbusti autoctoni trapiantati Piazzale Direzione scavi FIG. 2.40 Coltivazione a piazzale discendente. 35-40° Importo di terra vegetale e semina Terrapieno rinforzato con sacche in tessuto poliestere FIG. 2.41 Ripristino gradoni.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi