5.6.1 Discariche di Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e di

INGEGNERIA NATURALISTICA C 295 risultano necessari, a discarica esaurita, date le vaste superfici in terra che si vengono a creare nelle parti superiori delle discariche stesse e nelle adiacenze (piazzali di stoccaggio e manovra, piste interne, ecc.). Dal punto di vista del recupero, in genere, gli interventi a verde possono essere affrontati quando la discarica, o un suo lotto funzionale, siano esauriti e ne sia stata effettuata la chiusura superiore secondo le tecnologie previste dal progetto. Le tecniche di rivegetazione risultano a questo punto semplificate e si svolgono secondo le seguenti modalità: riporto di terreno vegetale sugli inerti drenanti di ricopertura (di solito almeno 30 cm di terreno agrario su almeno 50-100 cm di inerte drenante); eventuale trapianto in zolla a mosaico (copertura dei trapianti di circa il 10%) di cotici di formazioni erbacee di prati e pascoli polifiti, se la discarica è in vicinanza di aree a elevata naturalità; semine con fiorume proveniente dalle formazioni naturali o paranaturali citate; semine o idrosemine potenziate con miscele adatte alla situazione pedoclimatica e ambientale locale; messa a dimora di specie arbustive autoctone con disposizione a isole evitando geometrismi. L impiego di specie arboree va limitato, per ovvie ragioni funzionali di durata dei teli di sigillatura superiore, alle sole fasce marginali esterne al vero e proprio corpo discarica (fasce boscate tampone); consolidamento dei terrapieni e sistemazione di opere di canalizzazione perimetrali; sono talvolta utili interventi con tecniche antierosive o stabilizzanti, anche sulle parti in scarpata della discarica stessa per evitare effetti di ruscellamento o solchi in tratti in pendenza (stuoie organiche, viminate o gradonate vive, geocelle a nido d ape, ecc.). 5.6.1 Discariche di Rifiuti Solidi Urbani (RSU) e di Rifiuti Tossici Nocivi (RTN). La strategia attualmente più diffusa in Italia si basa su tecniche di incaramellamento del corpo discarica mediante materiali impermeabili che permettono un totale isolamento dall ambiente esterno. A questo scopo vengono utilizzati geomembrane e materiali bentonitici che hanno dei coefficienti di permeabilità molto bassa (K 5 10211), accompagnati in genere da non tessuti con funzioni di drenaggio e di protezione. Tali rivestimenti permettono alla fine la messa a dimora di arbusti che possono spingere il loro apparato radicale all interno del terreno vegetale e del corpo drenante, per fermarsi a livello del non tessuto, senza apportare alcun danno alle geomembrane. A copertura terminata, la realizzazione del verde è relativamente semplice, tranne che per gli ormai noti problemi di reperimento delle miscele di sementi e arbusti. 5.6.2 Discariche di inerti e minerarie. Nei grossi progetti di infrastrutture viarie viene normalmente prodotto e realizzato il piano cave e discariche che prevede le fonti di approvvigionamento inerti da costruzione e la messa a discarica degli inerti in eccedenza o non riutilizzabili per scarse caratteristiche geotecniche. In genere, tali inerti di scarto sono collocati in aree di cava esaurite come ricomposizione morfologica e paesaggistica almeno parziale. Nei casi di riciclaggio di inerti, per rimodellamenti morfologici e recuperi a verde di cave in roccia abbandonate o in fase di chiusura, vanno previsti interventi finali di idrosemina e messa a dimora di arbusti tipici della vegetazione locale, da cui si attende un recupero naturalistico e paesaggistico delle cave stesse. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi