6. Principi di monitoraggio ambientale

C 296 C.2 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE 6. Principi di monitoraggio ambientale Il monitoraggio ambientale consiste nella misura quantitativa di parametri che descrivono i vari aspetti dell ambiente che ci circonda. Le problematiche che più comunemente si incontrano in campo professionale vanno affrontate da due punti di vista convergenti, quello normativo e quello tecnico-scientifico. infatti necessario, soprattutto per gli aspetti che rivestono problemi di particolare delicatezza (es. quelli relativi all inquinamento), conoscere in dettaglio le prescrizioni imposte dalle norme vigenti per poter affrontare al meglio, sulla base di queste conoscenze, i problemi di messa a punto strumentale, di misurazione in campo e di interpretazione dei dati. 6.1 Criteri di campionamento e misure. La scienza del campionamento indaga su una porzione limitata (campione) di un universo statistico (popolazione) che contiene le caratteristiche essenziali della popolazione di origine. L errore di campionamento è dunque inevitabile e per l ottenimento di risultati attendibili nello studio di un qualunque fenomeno è necessario avvalersi di un buon piano di campionamento. Nel monitoraggio biologico l informazione rilevata viene spesso sintetizzata in un indice che riassume le caratteristiche della comunità. La struttura di una comunità è descritta dalle specie che la costituiscono (presenze-assenze) e dalle abbondanze relative (percentuale di presenza) o assolute (numero di individui per unità di spazio o tempo). In genere le comunità sono studiate attraverso la rilevazione di dati effettuata su gruppi di organismi omogenei da un punto di vista tassonomico. possibile costruire un indice attraverso l aggregazione di più indicatori di varia provenienza: un indice di qualità dell acqua può essere costruito, per esempio, combinando più parametri chimici (pH, ossigeno, ecc.). Gli indici di ricchezza in specie esprimono il numero di specie rilevato in un campione; gli indici di diversità considerano la distribuzione degli individui di ciascuna specie all interno della comunità; gli indici di dominanza valutano la ripartizione dell abbondanza delle varie specie. Gli indici biotici, come l indice QbS-ar (indice di qualità biologica del suolo determinato tramite gli artropodi), considerano il numero delle specie e il loro valore indicatore per una data comunità, in modo da poter stabilire se questa corrisponde a quella attesa in un ambiente il cui equilibrio non sia alterato da fattori antropici o di altra natura. Altri tipi di indici mettono a confronto più comunità e si differenziano in indici di similarità e di distanza. 6.1.1 Precisione, accuratezza e limite di rilevabilità nelle misure analitiche. Nessuna misura si può ritenere esatta in senso assoluto, ma potrà essere caratterizzata da un certo grado di precisione. La precisione dipende dalla sommatoria di tutti gli errori introdotti durante la misurazione, i quali si dividono in: errori accidentali, causati da motivi occasionali e quindi attenuabili con la ripetizione della misura e con il calcolo della media dei risultati, la quale tenderà ad avvicinarsi al valore vero all aumentare delle misurazioni eseguite; errori sistematici, che dipendono da una causa ben precisa e che mantengono segno ed entità invariabili al permanere della causa, e che quindi si possono, almeno in teoria, individuare, calcolare e in seguito correggere. Come detto, la ripetizione delle misure tende a ridurre l effetto degli errori accidentali: al valore medio va affiancato il valore dello scostamento, di solito espresso come 6 la deviazione standard espressa in termini assoluti o percentuali rispetto al valore misurato. A questo valore vanno ad aggiungersi gli errori sistematici strumentali e me-

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi