6.2 Monitoraggio dell’aria

PRINCIPI DI MONITORAGGIO AMBIENTALE C 297 todologici; tra i primi ricordiamo gli errori dovuti alla non linearità dello strumento, cioè al fatto che la relazione tra le grandezze misurate (es., l umidità dell aria) e quelle in uscita (es., la lunghezza di un fascio di capelli) non sono legate da una funzione perfettamente lineare, ma da una relazione più difficilmente interpretabile. Quanto maggiore è la linearità dello strumento, tanto minore è l isteresi, cioè la differenza tra la risposta strumentale ottenuta nell eseguire sullo stesso campione una serie di misure ascendenti (dallo zero al fondo scala) e una serie di misure discendenti (dal fondo scala allo zero). La linearità della risposta incide anche sulla sensibilità dello strumento, che è il rapporto tra la variazione della grandezza in uscita e la corrispondente variazione in ingresso: solo se la risposta è perfettamente lineare, infatti, la sensibilità non varia al variare della grandezza misurata. Un altro errore imputabile alla strumentazione è quello di quantizzazione o risoluzione: la risoluzione è il rapporto tra errore di quantizzazione e il range dello strumento e indica la più piccola variazione della grandezza misurata apprezzabile dallo strumento; uno strumento sarà tanto migliore quanto più piccola è la sua risoluzione. La precisione, infine, misura lo scostamento del valore misurato dal valore reale ed esprime l errore massimo che uno strumento può compiere, espresso come percentuale sul range, mentre l accuratezza rappresenta lo scostamento tra il valore medio delle misure effettuate e il valore reale, indicando la caratteristica dello strumento nel minimizzare gli errori sistematici. 6.2 Monitoraggio dell aria. Il monitoraggio dell atmosfera si può affrontare da diversi punti di vista. I principali che interessano la pratica professionale sono quelli che affrontano il monitoraggio dei parametri agrometeorologici e il monitoraggio degli inquinanti atmosferici. 6.2.1 Monitoraggio degli inquinanti atmosferici. Gli inquinanti atmosferici rappresentano uno dei più insidiosi nemici della qualità della vita, soprattutto in ambiente urbano. La loro misurazione, eseguita con l ausilio di centraline di rilevamento contenenti i sensori per la misura dei vari parametri e dislocate in punti nevralgici delle città, è diventata di routine dopo l approvazione delle normative di seguito riportate: d.P.C.M. 28/3/1983, che introduce gli standard di qualità dell aria; d.P.R. 24/5/1988, n. 203, che stabilisce i limiti e i valori guida di qualità dell aria; d.m. 20/5/1991, che definisce i criteri per la realizzazione dei sistemi di rilevamento dei dati di qualità dell aria; d.m. 12/11/1992, 15/4/1994 e 25/11/1994, che stabiliscono i criteri per la gestione degli episodi acuti di inquinamento e l obbligo del monitoraggio di nuovi inquinanti quali benzene, benzo(a)pirene e polveri PM10; d.m. 16/5/1996, in materia di gestione degli stati di attenzione e di allarme relativamente all inquinamento da ozono; d.m. 27/3/1998, riguardante la mobilità sostenibile nelle aree urbane; d.m. 21/4/1999, n. 163, che fissa il Regolamento recante norme per l individuazione dei criteri ambientali e sanitari in base ai quali i sindaci adottano le misure di limitazione della circolazione . L inquinamento atmosferico viene monitorato anche mediante metodi biologici che prevedono l utilizzo di organismi viventi come bioindicatori. In questo caso possiamo utilizzare C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi