6.3 Monitoraggio delle acque

C 298 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE specie sensibili che permettono di evidenziare episodi acuti di inquinamento come l iris (var. White Snow) per l inquinamento da fluoro, il noce, l erba medica e la vite per l anidride solforosa, il Pinus ponderosa e il tabacco (cv. Beltsville W-3) per l ozono. Fungono da bioindicatori multipli (anidride solforosa e metalli pesanti) il Lolium multiflorum e il Trifolium repens. Un diverso approccio è invece quello del monitoraggio su scala temporale più ampia (mesi-anni): in questo caso i bioindicatori forniscono una misura integrata nel tempo dell inquinamento tipo cronico. Un esempio di bioindicatore di questo tipo consiste nella misura della biodiversità (abbondanza delle specie e diminuzione della loro copertura/ frequenza) di licheni epifiti con la quale viene interpretata la qualità dell aria della zona esaminata. I licheni sono molto sensibili all inquinamento dell aria, in particolare da anidride solforosa. Mediante una scala della biodiversità lichenica si può valutare il grado di scostamento dalle condizioni naturali costruendo vere e proprie mappe della qualità dell aria. I licheni vengono impiegati anche come indicatori della concentrazione di altri contaminanti presenti nell atmosfera (metalli pesanti, idrocarburi clorurati, radionuclidi, ecc.), in quanto hanno la capacità di assorbire e accumulare tali sostanze all interno del tallo. 6.3 Monitoraggio delle acque. Gli aspetti di maggiore interesse inerenti il monitoraggio delle acque riguardano la valutazione dello stato di salute delle acque, la misura dell inquinamento e le caratteristiche degli scarichi in particolare quelli connessi alla attività agricola. Nel corso degli ultimi decenni il legislatore ha via via ristretto alcune possibilità e ha dettagliato le metodologie di valutazione dei singoli aspetti. Di seguito vengono elencate cronologicamente le principali norme nazionali che possono essere di utilità nella pratica professionale: l. 10/5/1976, n. 319 e delib. 4/2/1977, recante Norme per la tutela delle acque dall inquinamento (legge Merli); d.lgs. 27/1/92, n. 132, in Attuazione della direttiva 80/68/CEE concernente la protezione delle acque sotterranee dall inquinamento provocato da certe sostanze pericolose ; d.lgs. 27/1/92, n. 133, in Attuazione delle direttive 76/464/CEE, 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE, 88/347/CEE e 90/415/CEE in materia di scarichi industriali di sostanze pericolose nelle acque ; l. 11/11/96, n. 574, recante Nuove norme in materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di scarichi dei frantoi oleari ; l. 31/12/1991, n. 375, in attuazione della direttiva 91/676/CE del Consiglio, 12 dicembre 1991 relativa alla protezione delle acque dall inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole; d.lgs. 11/5/1999, n. 152, recante Disposizioni sulla tutela delle acque dall inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CE sulle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CE ; d.lgs. 4/8/1999, n. 372, in attuazione della direttiva 96/61/CE relativa alla riduzione dell inquinamento; d.lgs. 18/8/2000, n. 528, recante Disposizioni integrative della l. 152/99 . 6.3.1. Parametri fisici. Il monitoraggio della qualità delle acque viene realizzato attraverso due parametri fisici: la temperatura e la torbidità. Le caratteristiche termiche di un corso d acqua sono determinate da numerosi fattori tra loro interconnessi; tra questi i più importanti e che ne costituiscono le caratteristiche idrologiche sono il tipo di sorgente (fusione di ghiacciaio, laghi o serbatoi idrici, ecc.), l interazione con acque sotterranee,

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi