6.4 Monitoraggio del suolo

C 300 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE (biodegradabili e non) e inorganiche da parte di un energico ossidante. Le leggi 319/76 e 650/79, per la tutela delle acque dall inquinamento, impongono per gli scarichi di origine civile e industriale una concentrazione limite pari a 160 mg/L Ox. Il TOC misura il carbonio organico (in mg/L C) presente in un acqua superficiale, previa eliminazione del carbonio inorganico mediante pretrattamento acido (pH , 2), seguito da un lavaggio con azoto, esente da CO2, per spurgare la CO2 risultante. 6.4 Monitoraggio del suolo. Elementi fondamentali, che variano in modo considerevole nel tempo e nello spazio, sono la temperatura, il contenuto idrico e la concentrazione degli elementi in soluzione. Altri caratteri come la composizione mineralogica, la tessitura, il pH, la ritenzione di anioni e cationi, il contenuto di sostanza organica, variano lentamente e caratterizzano il campione dell orizzonte esaminato. 6.4.1 Qualità e degradazione chimica, fisica e biologica dei suoli. Il termine qualità si riferisce alla capacità del suolo, in funzione delle sue caratteristiche e del suo equilibrio ecologico, di soddisfare le esigenze di chi lo utilizza (ISO 8402), di autoregolarsi e adeguarsi all uso che ne viene fatto in modo tale da conservare un equilibrio ambientale, economico e sociale. Gli utilizzatori possono essere coltivatori, allevatori, costruttori, oppure fruitori del paesaggio o di aree naturalistiche, o utilizzatori delle risorse idriche che il suolo protegge. Quando la gestione del suolo avviene in modo intensivo e non tenendo conto della sua reale vocazionalità, insorgono fenomeni di degradazione. Si può avere una degradazione chimica attraverso l accumulo di sostanze tossiche, una degradazione fisica dovuta a fenomeni di erosione, acidificazione, salinizzazione, compattamento, deterioramento della struttura, e una degradazione biologica con diminuzione della sostanza organica e della biodiversità. Le aree dove maggiormente si sono verificati tali problemi sono quelle dove si sia esercitata una forte pressione agricola e urbanistica. Per quantificare i fenomeni di degradazione del suolo è necessario definire una soglia, oltre la quale un processo diventa irreversibile, accelerando così i processi di dissesto e di desertificazione. Con particolare riferimento agli aspetti agronomici, si sono individuati degli indicatori in grado di descrivere la capacità del suolo di interagire con gli elementi che lo costituiscono o che su di esso vengono distribuiti. Fra questi, il pH, la tessitura, la sostanza organica e la capacità di scambio cationico (CSC) rappresentano i caratteri base, la cui variazione può condizionare fortemente il comportamento del suolo e quindi variare in modo consistente la capacità protettiva, filtrante o adsorbente del suolo nei confronti di sostanze potenzialmente inquinanti, sia per il suolo stesso sia per l acqua che il suolo contiene. Altri indicatori definiscono il livello di concentrazione di alcuni elementi chimici che vengono in contatto con il suolo attraverso alcune pratiche colturali come le concimazioni minerali e organiche; in particolare, l apporto di fosforo può risultare pericoloso per la possibilità di trasporto alle acque superficiali mediante fenomeni di erosione e ruscellamento superficiale. Anche i metalli pesanti apportati al suolo attraverso la distribuzione di fitofarmaci (rame, arsenico), concimi minerali (arsenico, cadmio e cromo), concimi organici, liquami zootecnici (rame e zinco), ma soprattutto di fanghi di depurazione o di compost funzionano da indicatori (d.lgs. 99/92, d.P.R. 915/82, d.lgs. 22/97, d.m. 27/03/98, d.m. 471/99). Più della quota totale risulta importante conoscere la quota assimilabile per definire la loro potenziale mobilità e pericolosità ambientale.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi