6.4.3 Contaminazione puntuale del suolo e siti contaminati

C 302 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE prodotto, e da alcune caratteristiche pedologiche, come la reazione, l attività della biomassa microbica e il contenuto in colloidi minerali e organici. I fitofarmaci subiscono nel suolo processi di degradazione di natura chimica e biologica; questi ultimi, in particolare, costituiscono il meccanismo chiave che ne impedisce l accumulo nel terreno. Per quanto riguarda i reflui zootecnici, particolare attenzione deve essere posta all epoca e alle dosi di applicazione in campo; il parametro guida, per la determinazione delle dosi agronomiche per le varie colture, è il quantitativo di azoto apportato, ma vengono considerate anche le quantità di fosforo e di potassio in modo da evitare l eccessivo accumulo di nutrienti nel terreno. Per quanto concerne l utilizzazione agricola dei fanghi e dei compost, essa presenta numerosi rischi di inquinamento causati dalla presenza di sostanze potenzialmente dannose per l ambiente (es., metalli pesanti). La conoscenza della quantità delle deiezioni prodotte e della loro composizione chimica è fondamentale per la valutazione dell impatto ambientale ai fini di una loro utilizzazione agronomica, così come essenziale è la conoscenza delle caratteristiche del suolo quali la composizione, la struttura, la giacitura. Per quanto riguarda gli effetti dell inquinamento atmosferico, e in particolare dell acidità delle precipitazioni sulla microflora del terreno, l impatto sarà diverso in funzione del tipo di microrganismi. In particolare, la reazione è molto differenziata nel grande gruppo degli organismi eterotrofi, che contribuiscono alla degradazione della sostanza organica del terreno (ammonificanti, cellulosolitici e amilolitici fra i batteri, attinomiceti fra i funghi). Gli effetti delle piogge acide sulla microflora sono riconducibili a una riduzione dell attività di alcune popolazioni, mentre nel caso di altre popolazioni tale riduzione si accompagna a una diminuzione numerica degli elementi e a una modificazione del rapporto fra le diverse specie microbiche; si può avere infine un alterazione della struttura e della morfologia delle cellule. Anche le acque di irrigazione possono essere inquinate e contaminare il suolo. Dagli scarichi urbani di allevamenti zootecnici e industriali (alimentari, cartarie, tessili) derivano sostanze organiche naturali, ma anche fitofarmaci, detersivi, solventi, ecc., spesso non biodegradabili e quindi accumulabili nel terreno. Anche l impiego di combustibili per il riscaldamento e la produzione di energia elettrica e il traffico sono responsabili della contaminazione diffusa del suolo da metalli pesanti e idrocarburi. 6.4.3 Contaminazione puntuale del suolo e siti contaminati. Per contaminazione locale o puntiforme ci si riferisce a quelle aree in cui sia stata alterata la qualità del suolo, che non risulta più in grado di svolgere le sue funzioni essenziali. Dalla individuazione delle determinanti e delle pressioni, che portano a identificare i siti potenzialmente contaminati, parte la ricerca di indici e indicatori. Il più importante degli indicatori di pressione è quello relativo ai siti effettivamente contaminati, che individua aree che sicuramente necessitano di interventi di risanamento del suolo e, in base all effettivo grado di contaminazione, stabilisce una priorità di intervento. I siti contaminati rappresentano tutte le aree nelle quali è stata accertata un alterazione puntuale delle caratteristiche naturali del suolo da parte di un qualsiasi agente inquinante, oltre certi limiti tabellari stabiliti per un certo utilizzo dal d.m. 471/99, attuativo dell articolo 17 del d.lgs. 22/97. Altri indicatori di pressione costruibili a livello nazionale riguardano le attività a rischio di incidente rilevante e le cave (siti di estrazione di minerali di seconda categoria). Tra gli indicatori di risposta, riscontrando difficoltà oggettive nella ricerca di dati sui siti bonificati, viene riportato a livello nazionale il numero di certificazioni che attestano

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi