6.6 Monitoraggio degli animali

C 304 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNOLOGIE PER L AGROAMBIENTE 6.6 Monitoraggio degli animali. Per analizzare lo status di una zoocenosi, e valutarne quindi la consistenza e la funzionalità dei vari livelli trofici, è necessario monitorare i singoli taxa faunistici in maniera da caratterizzare l ambiente in cui vivono. Per monitorare la biodiversità di un dato ambiente ci si riferisce a delle zoocenosi guida che funzionano inoltre da indicatori della qualità dell ambiente e della stabilità della sua composizione. Per gli ambienti acquatici, e in modo particolare per quelli fluviali, è stato possibile individuare delle specie di macroinvertebrati bentonici, la cui presenza caratterizza la qualità dell acqua che li ospita. In ambiente terrestre l individuazione di indici di qualità standardizzati è più complessa, ma solitamente sono utilizzate, come indice di qualità ambientale, la ricchezza e la diversità trofica delle comunità di uccelli nidificanti. Una comunità biocenotica può essere stimata facendo riferimento al rapporto tra la popolazione reale e quella potenziale di un dato ambiente. Da qui la necessità di monitorare la reale consistenza della popolazione oggetto di studio. Per valutare eventuali squilibri fra la popolazione reale e quella potenziale sono necessari precisi interventi di monitoraggio. Una possibile strategia per il censimento di una data zoocenosi inizia con la descrizione dell elenco delle specie (l elenco nazionale dei taxa è in Italia disponibile e in continuo aggiornamento), ma per le zoocenosi guida è necessario realizzare un vero e proprio censimento quantitativo. Si possono effettuare censimenti completi, che consistono nel contare gli individui presenti in un dato momento in una particolare area oggetto di studio, o dei censimenti campionari, che si riferiscono cioè alla conta in un dato momento in una porzione rappresentativa dell area studiata. In alcuni casi, vista la scarsa stabilità di molte specie e la difficile individuazione in natura dei singoli individui, al posto dei conteggi assoluti vengono adottati dei conteggi relativi in base ai quali vengono definiti degli indici di abbondanza relativa. I più utilizzati sono gli indici puntiformi (IPA), gli indici chilometrici (IKA) e gli indici temporali (ITA), che riferiscono rispettivamente il numero degli animali contati a un punto prefissato di rilevamento, o a una unità di lunghezza o di tempo. I conteggi per unità di superficie e il trappolamento sono adatti per gli invertebrati e per i vertebrati acquatici, i transetti lineari per i taxa più facilmente visibili, e conteggi puntiformi risultano esclusivi degli uccelli. Per i vertebrati fra le diverse tecniche che forniscono misure assolute di abbondanza, si utilizzano la marcatura (molto usata per controllare gli spostamenti dei lepidotteri), la mappatura dei territori, il conteggio dei nidi, o la cattura seguita da marcatura e ricattura. 6.6.1 Verifica dei segni di presenza (tracce, fatte, predazioni). Per il monitoraggio dei grossi e medi mammiferi, nella ricerca di segni naturalistici di presenza, molto importanti risultano le tracce. Per il riconoscimento delle tracce si rende necessaria una verifica diretta sul campo utilizzando specifici protocolli e schede per la raccolta delle impronte dalle piste; tuttavia, quando questo non sia possibile, si passa allo studio delle misure delle fotografie e dei calchi. Un altro possibile segnale della presenza degli animali risultano le feci, per la cui interpretazione riveste particolare importanza la modalità di raccolta del materiale perché offre un campione valido. Parallelamente si possono effettuare ricerche collaterali sulle fatte, che prevedono studi alimentari e l estrazione del pelo, con successive analisi genetiche e parassitologiche. Inoltre, la verifica dei segni di presenza può essere effettuata attraverso lo studio delle carcasse delle vittime predate, integrando lo studio naturalistico con tecniche necroscopiche veterinarie. Anche l utilizzo di videocamere con sensore nell infrarosso termico può migliorare il rilievo degli animali sui siti di predazione, fornendo preziose informazioni aggiuntive raccolte durante le ore notturne.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi