C.3 PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO

ECOLOGIA DEL PAESAGGIO C 305 C.3 Pianificazione e uso del territorio 1. Ecologia del paesaggio Il paesaggio è una entità complessa composta da elementi fisici e culturali. Può essere definito come la percezione sintetica che l uomo ha del proprio ambiente. Come tutti i paradigmi che fanno riferimento alla complessità, anche questo non si spiega da solo, ma necessita di strumenti interpretativi. Per comprendere a pieno la valenza scientifica dell ecologia del paesaggio, è necessario ricordare come negli ultimi 100 anni le modificazioni ambientali che l uomo ha prodotto abbiano subito una drammatica accelerazione determinando crisi ambientali su scala globale. La ricerca ecologica ha cercato di produrre idonei strumenti conoscitivi, interpretativi e predittivi, ma spesso non ha centrato l obiettivo rimanendo confinata al comparto ambientale sensu stricto. appunto merito dell ecologia del paesaggio aver compreso lo stretto legame tra processi naturali e processi umani (sociali, economici e culturali) proponendosi come scienza integrata, i cui principi possono essere efficacemente spesi per comprendere i rapporti tra processi naturali e processi antropici e andando quindi a colmare un pericoloso gap tra uomo e natura. Questa interpretazione viene considerata una visone del Full World e si contrappone a quella dell Empty World. Secondo quest ultima, la separazione tra mondo naturale e mondo antropizzato deve essere mantenuta lasciando libero l uomo di perseguire lo sviluppo economico e tecnologico, ma salvaguardando certe parti della terra (remote) ed escludendo l uomo da queste. La visione del Full World parte dal presupposto che l uomo è parte della natura e che con questa condivide strutture e dinamiche. In tale visione l individuo è una parte integrante dell ambiente e tutte le sue azioni vengono nei fatti armonizzate con i processi naturali. Questo modello interpretativo ha permesso la sopravvivenza della biodiversità, peraltro indispensabile, accanto all uomo. 1.1 Breve storia dell ecologia del paesaggio. Come spesso accade per le giovani discipline, tracciare la storia non è compito agevole perché una disciplina non viene strutturata in un solo momento e da una sola persona. L inizio di questa epopea scientifica si fa risalire al geografo tedesco Carl Troll il quale, utilizzando per la prima volta negli anni Trenta le foto aeree, si accorse delle loro straordinarie capacità descrittive del paesaggio . Occorse oltre mezzo secolo da quelle prime osservazioni per far assurgere l ecologia del paesaggio a pratica scientifica. In particolare è negli anni Ottanta che l ecologia del paesaggio inizia a essere riconosciuta e valutata: nel 1984 viene pubblicato il primo saggio di ecologia del paesaggio, Landscape Ecology, scritto da Zev Naveh e Arthur Lieberman; nel 1986 esce il libro di Richard Forman e Michael Godron. Nel 1987 viene fondata la rivista Landscape Ecology che presto diventerà il più prestigioso giornale dedicato a questa disciplina. In quegli anni nasce la Società Internazionale di Ecologia del Paesaggio (IALE), attorno alla quale si concentrano ricercatori provenienti da aree molto differenti come la geografia, la stessa ecologia, la zoologia e, soprattutto, la botanica e l architettura del paesaggio. Una scuola americana contrapposta a una europea diede inizio, verso la fine degli anni 80, a numerose dispute argomentando sui contenuti disciplinari e gli obiettivi di studio. La scuola americana, pur partendo in ritardo, ben presto si avvalse di una base teorica e tecnologica più sofisticata, legandosi in modo più stretto con l ecologia tradizionale e sviluppando sia una ecologia dei paesaggi (cioè l ecologia di grandi aree) sia una ecologia del paesaggio percepito utilizzando gli organismi come misura di riferimento per lo studio dei processi. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi