1.3 Approccio cognitivo all’ecologia del paesaggio

ECOLOGIA DEL PAESAGGIO C 307 Il paesaggio come unità è inteso come un elemento fisico distinto da un background. Rientrano in questa visione le matrici e le patches della scuola americana di Richard Forman, in cui i patterns espressi dalle diverse unità vanno a comporre il mosaico ambientale. Come si può vedere ognuna di queste prospettive, da sola, non è sufficiente a comprendere a pieno il valore del paesaggio come strumento interpretativo della complessità. 1.3 Approccio cognitivo all ecologia del paesaggio. Recentemente il paradigma del paesaggio è stato interpretato utilizzando un approccio cognitivo. Secondo questo approccio possiamo distinguere almeno tre tipologie di paesaggio percepito: un paesaggio percepito dall individuo secondo i propri sensori biologici, un paesaggio osservato , percepito attraverso i sensori della cultura e dell apprendimento (soprattutto il paesaggio percepito dall uomo), e infine un paesaggio così detto neutro del quale, pur essendo percepito, non vengono decodificati i segnali emessi. Queste tre modalità scaturiscono dall incontro di un individuo (pianta, animale, virus, batterio, fungo, uomo) con una matrice cognitiva specie-specifica. L informazione contenuta in questa matrice cognitiva deve essere considerata di tipo compresso ed è solamente attraverso l impiego di sensori biologici o culturali che tale informazione viene espansa originando così le tre tipologie di paesaggio cognitivo. Rientra nel paesaggio osservato la maggior parte degli approcci che l uomo esprime con il paesaggio. Per esempio quando viene costruita una carta degli ecotopi l uomo si pone proprio in questo tipo di approccio. Per contro quando si valutano i livelli di qualità ambientale, utilizzando una specie focale come può essere un cinghiale o un camoscio, si fa un operazione che vuole imitare il mondo percettivo di ogni singola specie. L attuale disciplina messa in pratica fa un uso inconsapevole di basi epistemologiche anche distanti fra loro, ma che comunque esprimono il carattere complesso del paesaggio. 1.3.1 L eco-field. In questi ultimi anni un nuovo paradigma si è aggiunto nel panorama teorico dell ecologia del paesaggio: l eco-field. L eco-field è un campo percettivo funzione-specifico. Per eco-field si intende una configurazione spaziale portatrice di significato. Secondo la teoria del significato di J.J. von Uexk ll, ogni organismo è circondato da un proprio universo soggettivo, l Umwelt. A cavallo tra analisi comportamentale e principi semiotici, la teoria del significato fornisce una poderosa base per sviluppare il concetto di eco-field. Ogni organismo svolge diverse funzioni per mantenersi in vita ed esprimere al meglio la propria fitness. Per questo l ecologia ha chiamato ambiente le condizioni fisiche dove un organismo vive e nicchia l ambito dei parametri necessari a mantenere un organismo in vita nelle migliori condizioni. L eco-field parte dal presupposto che ogni funzione specifica di un organismo, come la ricerca del cibo, la formazione della coppia, il comportamento esplorativo, le vocalizzazioni, richieda uno specifico arrangiamento spaziale degli oggetti per poter essere esplicitata. L insieme dei vari eco-field viene espresso dal paesaggio cognitivo di una specie. Non si parla quindi più di habitat , ma di paesaggio specie specifico che è dato dall insieme degli eco-field percepiti o richiesti da una specie. L ambito di ciascun eco-field è determinato dalla nicchia ecologica; ogni eco-field riceve quindi una specie di punteggio a seconda dell ambiente in cui una specie viene a trovarsi. La persistenza di una specie, al variare delle condizioni ambientali, e la sua fitness complessiva dipendono proprio dal punteggio totale dei vari eco-fields, ma anche dalla loro importanza (presunta). Così, per esempio, le allodole scompaiano dalle praterie quando queste vengono invase da cespugli o da alberi anche se la superficie complessiva dei prati non viene ridotta significativamente. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi