1.4 Ontogenesi, mosaico ambientale ed ecotoni

C 308 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO Il caso contrario è rappresentato dall eliminazione di siepi e filari di alberi in un ambiente coltivato; questo fatto porterà inevitabilmente alla scomparsa di specie ecotonali, come le averle, o di uccelli visitatori estivi delle aree coltivate, anche se nella stessa area la copertura di cespugli e di alberi si è mantenuta costante cambiando solamente il pattern distributivo (Fig. 3.2). Questa teoria apre quindi la strada allo studio più adeguato dei rapporti tra individui e ambienti complessi. Il paesaggio dell uomo è rappresentato da molti più eco-field che non il paesaggio di una pianta o di un animale perché rientrano in tale approccio percettivo anche tutti i processi della mente, compresi i processi culturali. Il modello dell eco-field consente quindi di analizzare con grande efficacia gli arrangiamenti spaziali dei mosaici ambientali e di verificare la loro capacità nel contenere o meno popolazioni stabili delle specie focali. Molto spesso si è attribuito solo all uso di concimi chimici e di antiparassitari la riduzione di certe specie di uccelli come la passera mattugia o le cincie. In realtà in questa analisi manca la valutazione delle modificazioni del mosaico ambientale: infatti la gran parte delle specie animali è sensibile alla diposizione spaziale di alberi, cespugli, radure e dunque non basta un agricoltura biologica per mantenere o far tornare certe specie, che necessitano per contro di interventi struttuA B rali di recupero di certe configurazioni spaziali. Così, per esempio, il prispolone (Anthus trivialis) necessita di prati per porre il nido e cercare il cibo, ma anche di alberi dai quali partire per la sua parata canora aerea. Pertanto la mancanza di alberi, come spesso accade in aree ad agricoltura intensiva, non consente FIG. 3.2 La differente configurazione spaziale rappresenta per la percezione di un organismo un oggetto completamente diverso. In questo caso un filare di alberi la permanenza di questa specie. sistemato a forma di boschetto diventa un oggetto completamente diverso per una Nuove configurazioni 0 Eventi b * Novità g Memoria 1 Opportunità a . come entità complesse, sono soggetti a intense dinamiche per effetto del continuo input di energia che partecipa alla loro organizzazione. Comprenderne le dinamiche significa quindi anche poterli gestire, per lo meno in una qualche misura. L idea che l uomo ha della natura è fortemente statica ed è proprio per questo errore di fondo che più inserisce nell ambiente sistemi stabili e resistenti, come possono essere grandi infrastrutture, più l ambiente opererà modificazioni o alterazioni: arginare e cementificare i fiumi sono esempi di una cattiva interpretazione specie ornitica ecotonale come l averla piccola (Lanius collurio). Frequenza 1.4 Ontogenesi, mosaico ambientale ed ecotoni. I paesaggi, 0 Impredicibilità (Informazione Ordine ) 1 1 FIG. 3.3 L ontogenesi dei paesaggi passa attraverso tre fasi principali: le novità, le opportunità e gli eventi. I simboli matematici della somma, moltiplicazione ed elevazione a potenza indicano il livello di grandezza delle modificazioni in campo. Le novità sono i processi che utilizzano il maggior livello energetico. La frequenza decresce passando dalle opportunità alle novità, andamento inverso si ha per la impredicibilità e le nuove configurazioni. Il sistema utilizza la propria memoria ecologica in misura crescente passando dalle opportunità alle novità.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi