1.4.1 Il mosaico ambientale

ECOLOGIA DEL PAESAGGIO C 309 delle dinamiche naturali. Capire come i paesaggi nascono e si evolvono è quindi prioritario, soprattutto alla luce del fatto che un paesaggio non nasce dal nulla, ma da altri paesaggi e quindi la ricostruzione storica di un territorio diventa fondamentale; l ontogenesi dei paesaggi vuole quindi essere un modello per meglio comprenderne le dinamiche. Vengono individuati tre stadi ontogenetici distinti per frequenza, intensità e sequenza che chiameremo: novità, opportunità ed eventi (Fig. 3.3). Le novità si verificano raramente e portano alla completa modificazione di un sistema. L energia delle novità proviene dall esterno del sistema: sono esempi di novità gli uragani, ma anche gravi forme di inquinamento prodotte dall uomo (es. l incidente di Seveso); novità sono le piene dei fiumi che ringiovaniscono l intero sistema fluviale, i soliflussi e le valanghe. Un sistema perturbato dalle novità va incontro a una progressiva riorganizzazione che viene chiamata opportunità: le opportunità traggono l energia necessaria all ordine dai meccanismi interni al sistema stesso; sono esempi di opportunità le successioni ecologiche. Un sistema prende quindi a organizzarsi fino a che emergono caratteristiche di eterogeneità, che va a determinare una tensione ai bordi delle unità. Essa è il risultato del gradiente ambientale che viene a formarsi quando, a seguito dei processi delle opportunità, si vengono a differenziare patches distinte che hanno copiato l eterogeneità intrinseca del sistema. La teoria dell ontogenesi può essere verificata a diversi livelli gerarchici all interno degli agro-ecosistemi; per esempio la trasformazione di un sistema ambientale con agricoltura tradizionale in un sistema ad agricoltura industriale può essere una novità. Seguono le opportunità che possono essere rappresentate dalla riorganizzazione dei suoli dopo che sono state eliminate siepi e altre strutture portatrici di discontinuità come i drenaggi. Gli eventi consistono nelle conseguenze di questa riorganizzazione: per esempio il flusso di nutrienti che vengono veicolati da una tipologia di coltivazione a un altra. 1.4.1 Il mosaico ambientale. Il mosaico ambientale è la dimensione spaziale del paesaggio ed è l insieme giustapposto di unità territoriali che chiamiamo patches o tessere. Una caratteristica intrinseca di ogni mosaico ambientale è la sua eterogeneità, derivante dall ineguale distribuzione delle risorse che si riflette sulla distribuzione degli organismi viventi. Forma, dimensioni, giustapposizione sono alcune delle proprietà delle patches componenti. Questi caratteri, apparentemente oggettivi, di un mosaico vengono percepiti in modo soggettivo da ogni specie focale considerata; in questo modo frammentazione e b connettività diventano caratteri specie-specifici rilevati appunto dal calibro utilizzato da una specie. Applicando il modello dell eco-field possiamo aspettarci addirittura che questi caratteri del mosaico ambientali cambino per ogni specie a seconda della funzione attiva in quel momento. a Una patch si viene a formare a seguito di novità e conseguente comparsa di opportunità, che portano ordine e quindi distinzione al loro interno. Su di una patch vengono esercitate delle forze organizzative che possono derivare da drivers interni alla patch oppure da drivers esterni: quando FIG. 3.4 La forma delle patches assume crescente caratirregolare mano a mano che gli effetti del contesto amprevalgono i drivers esterni le patches assumono tere bientale assumono importanza crescente rispetto ai drivers interni alle patches. crescente carattere di irregolarità (Fig. 3.4). C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi