2.3.4 Tecniche e attrezzi per le lavorazioni consecutive

LAVORAZIONI DEL TERRENO C 31 Gli erpici azionati dalla p.d.p. della trattrice, invece, operano una frantumazione degli aggregati decisamente più spinta e omogenea; i due tipi principali sono rappresentati dall erpice a denti oscillanti (denti montati su due assi orizzontali paralleli che scorrono in senso perpendicolare alla direzione di avanzamento) e da quello a denti rotanti verticali (più diffusi). Rispetto agli erpici a dischi e a quelli a denti, questi richiedono maggiore assorbimento di energia, offrono minore velocità di avanzamento e quindi maggiori consumi di gasolio e olio lubrificante per ettaro. Estirpatura. Questa tecnica, complementare all aratura, si avvale di attrezzi costituiti da bracci verticali più o meno arcuati ed elastici, terminanti ciascuno con una piccola vangheggia triangolare; questi attrezzi operano una discissura superficiale all interno della massa terrosa smossa dalla lavorazione principale (estirpatori). Tale azione, se effettuata in condizioni di tempera e con adeguata velocità di avanzamento, provoca la riduzione della cavernosità e della zollosità del terreno (così da mantenerne una appropriata porosità del mezzo) e la devitalizzazione delle piante infestanti presenti sul terreno o dei loro organi di riproduzione agamica riportandoli in superficie così da determinarne l essiccamento. Pregi: a. elevata capacità di lavoro, assorbimenti di energia contenuta e quindi ridotti consumi di carburanti e lubrificanti; b. assenza di compattazione; 3. buon controllo della flora infestante. Difetti: data la ridotta azione disgregante sul terreno, per completare la preparazione del letto di semina risulta spesso necessario ricorrere a un ulteriore operazione di affinamento. 2.3.4 Tecniche e attrezzi per le lavorazioni consecutive Sarchiatura. Consiste in una lavorazione superficiale del terreno all interno delle colture seminate, a file distanti tra loro almeno 45 cm (tale è la distanza minima che in genere permette il transito delle trattrici e delle operatrici all interno delle così dette colture sarchiate a ciclo primaverile-estivo come il mais, il sorgo, la barbabietola, il girasole, la soia, il tabacco, ecc.). La sarchiatura si effettua nell interfila delle colture nelle prime fasi del suo sviluppo, al fine di ridurre la presenza di piante infestanti nell interfila e contenere la perdita di umidità del terreno interrompendo, attraverso la lavorazione, eventuali flussi preferenziali di risalita capillare. Rullatura. Attraverso questa lavorazione complementare si intende ridurre la porosità del terreno prima dell esecuzione della semina, al fine di rendere più omogenea la profondità alla quale la seminatrice depositerà il seme nel terreno; inoltre, la rullatura fa aderire maggiormente le particelle di terra ai semi delle specie coltivate (soprattutto a quelli di minori dimensioni), operazione che si effettua dopo la semina. In entrambi i casi, questo intervento si rende necessario qualora il letto di semina ottenuto con le diverse lavorazioni secondarie risultasse eccessivamente soffice. Gli attrezzi per l esecuzione della rullatura sono riconducibili essenzialmente a rulli trainati di diversa tipologia (frastagliati o lisci), talvolta collegati in coda agli erpici per poter così eseguire una preparazione più immediata del letto di semina. La massa dei rulli può essere modificata in relazione alla necessità. Affinché la rullatura possa produrre una riduzione della porosità senza per questo provocare eccessivo compattamento del terreno, quest ultimo deve possedere, al momento della rullatura, un grado di umidità relativamente basso. Rincalzatura. Consiste nel rimuovere il terreno nella parte centrale dell interfilare delle colture sarchiate e indirizzarlo a destra e a sinistra, addossandolo alla base del fusto delle piante coltivate a file; si esegue con l utilizzo di aratri assolcatori muniti di doppio versoio. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi