SEZIONE C

ECOLOGIA DEL PAESAGGIO C 313 Vediamo ora una rapida sintesi di alcuni dei principi fondativi della disciplina con particolare riferimento alla loro applicazione in agricoltura. 1. Principio della conservazione della connettività. Con questo principio si raccomanda il mantenimento della connessione tra i sistemi attraverso la valutazione calibrata sulla specie focale. Questo significa che non deve essere confusa la connettività con la prossimità, laddove la connettività è la distanza percepita da una specie tra due patch di habitat, mentre la prossimità è la distanza misurata dall uomo tra due patches (Fig. 3.6). Così nella lotta biologica le fasce di vegetazione spontanea dovrebbero essere poste all interno delle possibilità di spostamento giornaliero delle specie utilizzate per la lotta. 2. Mantenimento degli ecotoni. Questo significa mantenere dei gradienti ambientali in grado di filtrare i nutrienti in eccesso e di stabilizzarli nel sistema. La loro abbondanza in un agro-ecosistema è fondamentale per la conservazione della biodiversità ma anche per la conservazione dei servizi ecosistemici come la depurazione delle acque, le ricariche delle falde freatiche, ecc. 3. Aumento o mantenimento della complessità dei margini tra coltivi e vegetazione boschiva. Questo consente a molti animali di utilizzare le aree aperte, per esempio gli erbai, e di trovare possibilità di rifugio nei boschi adiacenti. Molte specie vegetali possono persistere in questi margini e contribuire quindi alla stabilità delle comunità biologiche. 4. Individuazione delle aree source per specie focali. Abbiamo visto che un ambiente di tipo source presenta sempre un bilancio demografico positivo. La mancanza di aree di tipo source impedisce nei fatti la presenza durevole di specie. Così una siepe non è un ambiente source per una capinera (Sylvia atricapilla), ma in realtà è una trappola ecologica dove certe condizioni sono favorevoli mentre altre sono molto ostili. Le siepi sono infatti aree dove si concentrano i predatori e dove anche il disturbo dell uomo è consistente. Questo non contraddice quanto detto circa il ruolo delle siepi, ma non tutte le specie, soprattutto gli animali vertebrati, traggono un reale beneficio dalla presenza di siepi. 5. Riduzione della frammentazione delle aree boschive all interno delle aree coltivate. Un eccesso di frammentazione delle aree boschive riduce la qualità delle aree core, cioè delle aree interne che di solito ospitano una biodiversità molto esigente per caratteristiche ambientali. Prossimità Connettività 1 2 a b 3 a c b a c b c FIG. 3.6 In una matrice ambientale patches disgiunte possono essere valutate partendo da due differenti presupposti. Se ne può determinare la distanza fisica (prossimità) sulla base di una metrica cartografica, oppure se ne può valutare il livello di connettività che è invece la distanza con cui una specie percepisce, più o meno disgiunte, due patches. Nella Figura 2 è rappresentata una specie focale che nel modello non vede disgiunte le patches abc, né vede ostile l ambiente frammezzato. Nel caso 3 una specie focale vedrà le tre patches collegate tra loro attraverso un corridoio circondato da ambiente ostile. C

SEZIONE C
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AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi