1.8 Gli strumenti

C 314 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO L ecologia del paesaggio fornisce inoltre uno strumento di restauro ambientale. Per questo la progettazione di corridoi ecologici per specie bersaglio può assumere una grande efficacia qualora si voglia aumentare la connettività tra areali disgiunti di specie di interesse. Nella progettazione delle reti ecologiche i corridoi intesi in senso ampio come aree privilegiate per il passaggio da una sub-popolazione a un altra, possono rappresentare ambienti lungo i quali una specie si muove, oppure stepping stone, cioè luoghi di sosta e di alimentazione lungo le rotte migratorie degli uccelli. Il modello delle metapopolazioni, cioè di sub-popolazioni tra loro in contatto costante e tale da superare le barriere geografiche e quindi di essere in grado di scambiare materiale genetico nelle zigosi, trova un suo approfondimento proprio all interno dei paradigmi dell ecologia del paesaggio. La conservazione di ambienti effimeri, come pozze d acqua temporanea, stadi della successione ecologica, incendi controllati di vegetazione, consente a molte specie come gli anfibi di poter vivere in ambienti agricoli. Recentemente l Unione Europea ha riconosciuto il valore del paesaggio per la conservazione della cultura e della diversità biologica. Infatti la diversità ambientale di un sistema ambientale viene efficacemente gestita e quindi manipolata a scala di paesaggio umano. Intendiamo per paesaggio umano quella parte della complessità ambientale percepita e formalizzata dai nostri sensi. Anche nelle politiche di gestione dei parchi e delle riserve naturali il paesaggio agricolo viene considerato un valore da preservare. Il punto dolente di tutto questo è rappresentato dai costi della gestione di questi sistemi che spesso esce dai parametri economici e richiede fondi non restituibili. La gestione del paesaggio acquista quindi un significato particolare perché, per rendere efficace questa gestione, è necessario considerare molte più variabili di quanto non si faccia per gestire in isolamento le foreste, le aree coltivate, la fauna, le risorse rinnovabili come le acque, la cultura delle popolazioni locali e il contesto politico e socio-economico. Lo studio delle interazioni tra questi ambiti della conoscenza, ambiti di cui si occupano le singole e separate discipline, diventa di per sé una vera e propria scienza, la scienza del paesaggio. Ed è proprio nei paesaggi agricoli, che nei fatti non sono solo costituiti da campi, ma anche da infrastrutture e da strutture produttive non agricole, che questa nuova scienza può esprimere le proprie potenzialità. 1.8 Gli strumenti. L ecologia del paesaggio fa ampio uso delle tecnologie del telerilevamento (Remote sensing) e dei Sistemi Informativi Territoriali (Geographic Information Systems, GIS). Questi due strumenti accoppiati tra di loro consentono la interpretazione delle coperture, siano esse naturali o di origine antropica e le loro dinamiche nel tempo. I GIS consentono la manipolazione dei dati vettoriali e in formato raster delle carte prodotte dalla foto-interpretazione e permettono la costruzione di modelli predittivi e di modelli gestionali. L acquisizione quasi in tempo reale di immagini da satellite consente addirittura di programmare il turnover dei pascoli, la quantità di acqua e la sua temporizzazione nei grandi sistemi a tecnologia avanzata, garantendo alle colture il fabbisogno idrico necessario ed evitando in questo modo sprechi o deficit. Una ricchissima metrica consente di calcolare molti indici spazialmente espliciti, come la dimensione frattale e il contagio, la forma delle patches e il loro livello di giustapposizione. Infine una modellistica sempre più efficiente, in larga parte basata sugli automi cellulari, permette di costruire scenari gestionali in ambiti forestali, in ambiti rurali e in ambiti urbani.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi