2.4 Lavorazioni e principali caratteristiche del terreno

C 32 AGRONOMIA E TERRITORIO - TECNICHE AGRONOMICHE La rincalzatura è utilizzata in particolare per la coltura della vite, sulla quale è in grado di mantenere radici carnose durante l intero inverno proteggendole dal freddo, e per tutte le specie da tubero (patata in particolare) al fine di evitare il fenomeno di avverdimento e ridurre la probabilità di attacchi parassitari. Per alcune colture orticole, come finocchio, sedano e radicchio, la rincalzatura è necessaria per l imbianchimento del prodotto. In generale, essa lascia la superficie del terreno con una conformazione idonea all irrigazione per infiltrazione laterale da solchi. Semina. Si effettua con l impiego di apposite macchine (seminatrici), che si differenziano a seconda del tipo di coltura per le quali sono state progettate (seminatrice a spaglio per i prati, a righe per i cereali, di precisione per le colture sarchiate), del tipo di trasporto della semente (meccanico/pneumatico) e di distribuzione del seme (a disco o a scarpetta ). Le seminatrici possono essere abbinate ad altri attrezzi per la lavorazione del terreno e per la distribuzione di fertilizzanti e fitofarmaci, così da ridurre il numero dei passaggi necessari per le diverse operazioni. Per effettuare la semina direttamente su terreno non lavorato sono disponibili le cosiddette seminatrici da sodo , adatte a seminare su terreno non lavorato ancora ricoperto da residui colturali e infestanti. La principale differenza con le normali seminatrici consiste in una massa maggiore e nella presenza di un organo lavorante (al posto del normale assolcatore) particolarmente aggressivo, in grado di poter aprire un solco nel terreno sodo e deporvi il seme. 2.4 Lavorazioni e principali caratteristiche del terreno. In genere, nel momento in cui il terreno viene lavorato, nello strato interessato dalla lavorazione diminuisce la sua coesione, con conseguente aumento delle distanze tra le singole particelle e tra i loro aggregati; ciò si traduce in un incremento della porosità totale (e in particolare della macroporosità). Le variazioni quantitative e qualitative della porosità dipendono dai seguenti fattori: azione meccanica, più o meno energica, degli attrezzi sulla disgregazione della massa terrosa in aggregati di dimensioni relativamente piccole (struttura di disgregazione); azione delle lavorazioni sull umificazione della sostanza organica incorporata nel terreno, con conseguente formazione di colloidi di matrice organica, noti precursori di aggregati strutturali tendenzialmente più stabili (struttura grumosa); esposizione di una maggiore massa/superficie del terreno all azione strutturante degli agenti atmosferici (caldo-freddo, secco-umido, gelo-disgelo, ecc.) che intervengono, oltre che in fase di disgregazione della macrozollosità, anche sulla matrice colloidale del terreno agevolandone la flocculazione e, quindi, la formazione di una struttura glomerulare; eventuale rimescolamento di strati di terreno di differente granulometria formatisi a seguito del trasporto verso gli orizzonti più profondi delle particelle più fini (argilla e limo) durante l infiltrazione dell acqua meteorica e/o irrigua. Appare allora evidente che le modificazioni (apportate direttamente o indirettamente dalle lavorazioni del terreno) alla porosità, alla forma e alla dimensione dei pori non possono non influenzare anche le altre caratteristiche, fisiche, chimiche e biologiche, a queste collegate e, quindi, anche la produttività delle colture.

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi