SEZIONE C

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 327 standardizzazione. Se gli indicatori calcolati con metodi di normalizzazione presentano varianze dissimili (saggiate con i test di Levene o di Bartlett), allora non è corretto aggregarli impiegando la media ponderata. La normalizzazione può inoltre fornire risultati poco soddisfacenti quando la variabile normalizzata è legata alla distribuzione empirica soltanto attraverso il minimo e il massimo, senza considerare come i dati si distribuiscono entro quell intervallo. In tali situazioni si dovrebbe ricorrere alla standardizzazione (®Sezione N2 - Statistica). La standardizzazione è una procedura particolarmente utile nell analisi delle variabili cardinali. Essa trasforma i dati originari in punti standard che non risentono dell unità di misura della variabile, della tendenza centrale e della dispersione della distribuzione. Tutti i dati appartenenti a distribuzioni standardizzate sono confrontabili tra di loro poiché hanno la stessa unità di misura (la deviazione standard), la stessa tendenza centrale e la stessa dispersione. Aggregazione di indicatori continui. L indice di valutazione viene calcolato aggregando gli indicatori. Se questi sono di tipo quantitativo continuo si possono applicare metodi di aggregazione additivi, moltiplicativi, basati sulla legge del minimo, misti e integrati. metodi additivi. I metodi additivi si distinguono in aggregazione per somma, media aritmetica semplice e media aritmetica ponderata. Questi metodi si applicano quando è accettabile l assunzione di completa surrogabilità degli indicatori, cioè quando un valore elevato di qualche indicatore può compensare un valore basso degli altri. a. Aggregazione per somma: non fa ricorso a pesi e produce un indice di valutazione T che varia da 0 alla somma dei valori massimi ammessi per ciascun indicatore. Corrisponde a una semplice somma di n indicatori (Ii ): T 5 a Ii n i51 Il metodo è facile da applicare, ma presenta lo svantaggio di trascurare l importanza relativa dei diversi indicatori poiché non permette l assegnazione di pesi diversi; inoltre, combinando indicatori con ordine di grandezza e unità di misura diversi, possiamo distorcere l indice o annullare alcuni effetti, a meno che non si effettui prima la normalizzazione degli indicatori. Tale metodo è appropriato e usuale nel caso delle valutazioni basate sui giudizi soggettivi in cui si stabilisce a priori il punteggio massimo (es. 100) e quanti punti vanno destinati a ciascun indicatore. In tal modo si ottiene una normalizzazione e una pesatura implicita (metodo integrato). b. Media aritmetica semplice. I diversi indicatori (Ii ) vengono aggregati calcolandone la media aritmetica: I1 1 I2 1 I3 1 ... 1 In T5 n dove n è il numero degli indicatori. Questo metodo evita il problema delle diverse unità di misura ma non quello della diversa importanza relativa. c. Media aritmetica ponderata: gli indicatori (Ii ) vengono aggregati impiegando una media aritmetica ponderata. Il peso pi indica l importanza di ciascun indicatore rispetto agli altri: p1 # I1 1 p2 # I2 1 p3 # I3 1 ... 1 pn # In T5 p1 1 p2 1 p3 1 ... 1 pn C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi