SEZIONE C

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 329 indicatori, rispettivamente per la tipologia arativa (Ia), la tessitura sciolta del suolo (Is) e la disponibilità di manodopera (Im). Il modello valutativo potrebbe quindi essere: Ta 5 Ia ? (ps ? Is 1 pm ? Im) dove ps e pm sono i pesi d importanza. L indicatore di tipologia arativa presenta un azione moltiplicativa e assume valori discreti 0-1, funzionando come un interruttore che porta la vocazione a zero se l UT è, per esempio, coltivata a vigneto. metodo integrato. un metodo di comune applicazione in cui le operazioni di normalizzazione delle variabili, attribuzione di valore e indicazione dei pesi di importanza vengono eseguite congiuntamente. Tale metodo si presta bene per trattare informazioni derivanti da giudizi soggettivi con l attribuzione di punteggi. Per esempio, volendo valutare un sistema colturale, sia sotto l aspetto produttivo sia per l impatto ambientale è possibile, su una scala di 100 punti, attribuire un massimo di 40 punti per l indicatore ambientale e 60 punti per quello produttivo. L indice di valutazione si calcola come somma dei punteggi attribuiti a ciascuno dei due indicatori. Con questa operazione si sono implicitamente attribuiti pesi di 0,4 e 0,6 e si sono creati indicatori normalizzati con attribuzione lineare del valore. attribuzione dei pesi. L aggregazione degli indicatori può richiedere l impiego di pesi che consentano di attribuire importanza diversa ai criteri, in funzione delle preferenze dei decisori. La scelta dei pesi, come quella dei criteri e degli indicatori, può distorcere (a volte in malafede) i risultati dell analisi. importante che la scelta dei pesi sia fatta da chi detiene ruolo e responsabilità decisionale sul territorio rurale e che questa sia, per quanto possibile, condivisa dagli stakeholder. una scelta di tipo politico che dipende anche dagli orientamenti ideologici del decisore, ma che dovrebbe essere sempre caratterizzata da trasparenza. Per stimare pesi che esprimano correttamente le convinzioni del decisore, è possibile impiegare il metodo sviluppato da Saaty che prevede il confronto a coppie fra tutti gli indicatori e, per ogni confronto, l attribuzione dei rapporti di importanza. Si costruisce quindi una matrice quadrata m avente sia sulle righe che sulle colonne gli indicatori da ordinare; ogni suo elemento mij è il rapporto tra l importanza giudicata per l indicatore della riga i e quello della colonna j, in funzione di un determinato obiettivo di valutazione. La matrice dei confronti a coppie fornisce informazioni su quanto importanti sono gli indicatori sulle di righe rispetto a quelli sulle colonne e permette di ricavare i pesi da applicare agli indicatori da aggregare (Tab. 3.4). Il metodo Saaty permette anche di evidenziare incongruenze nelle scelte dei pesi. classificazione dell indice. Una volta ottenuto l indice dall aggregazione di indicatori continui, è necessario distinguere le UT per classi di merito operando una classificazione. Tale operazione ha lo scopo di facilitare l interpretazione dei risultati e il loro impiego decisionale; può essere eseguita con diversi metodi. a. Classificazione senza supervisore. Si ha quando le classi vengono formate senza fare ricorso a informazioni aggiuntive esterne; il raggruppamento avviene sulla base della similitudine tra le UT. La similitudine viene stabilita calcolando le distanze nello spazio multidimensionale definito da tutti gli indicatori. La classificazione senza supervisore si effettua con procedure di cluster analysis. b. Classificazione con supervisore. Per formare i gruppi si impiegano informazioni aggiuntive esterne; la classificazione dell indice avviene con l impiego di valori soglia predefiniti. Sono metodi supervisionati anche quelli che impiegano sistemi esperti basati su regole, alberi di classificazione o tabelle di corrispondenza (per indicatori categorici). C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi