2.4.1 Lavorazioni e caratteristiche fisiche del terreno

LAVORAZIONI DEL TERRENO C 33 2.4.1 Lavorazioni e caratteristiche fisiche del terreno. Tra i numerosi effetti prodotti dalle lavorazioni sul terreno agrario, il più evidente è la riduzione della densità apparente del terreno e quindi l incremento della sua porosità che favorisce un adeguata circolazione dell acqua e dell aria all interno della massa terrosa. Si ricordi che teoricamente il terreno agrario dovrebbe essere rappresentato per il 50% dalla sua fase solida e per il 50% da spazi vuoti (porosità) di dimensioni diverse e tali da consentire all aria e all acqua di essere presenti nella massa terrosa in pari misura. Un corretto rapporto tra pori di ampie e ridotte dimensioni favorisce a sua volta: a. un adeguata infiltrazione dell acqua nel suolo con conseguenti benefici effetti sull immagazzinamento delle acque di pioggia e quindi anche sulla disponibilità di acqua per le colture, sulla riduzione del ruscellamento superficiale e quindi dei rischi di erosione idrica, sull allontanamento delle acque stagnanti in superficie; b. l espansione e l approfondimento dell apparato radicale delle piante coltivate; c. un più rapido adeguamento delle temperature del terreno a quelle dell aria; d. un adeguata circolazione dei gas e quindi il mantenimento dell attività della microflora aerobica nonché della meso- e microfauna terricola. Non sempre però la lavorazione del terreno determina una riduzione della sua densità apparente e quindi l aumento della porosità del mezzo; l aratura, insieme alla fresatura, all erpicatura con erpice a dischi e ad altre lavorazioni, può talvolta indurre anche la formazione di strati di maggiore densità al limite inferiore dello spessore di terreno lavorato e provocare perdite di stabilità strutturale, con conseguente compattamento del terreno, minore approfondimento dell apparato radicale e circolazione meno efficace dell acqua e dell aria al suo interno. Anche durante la preparazione del letto di semina un eccessivo numero di passaggi delle trattrici sui terreni lavorati potrebbe vanificare gli effetti positivi della lavorazione del terreno sulla densità apparente e quindi sulla porosità. Le modificazioni indotte dalle lavorazioni del terreno sulle sue caratteristiche fisiche sono comunque variabili nel tempo e in rapporto alla tessitura del mezzo considerato, con particolare riferimento al tipo di argilla prevalente presente nel terreno e alla sua capacità di autostrutturazione. In terreni mal strutturati, con scarsa presenza di argilla (<15-12%), ricchi di limo (o comunque caratterizzati da argille non espandibili), l effetto positivo delle lavorazioni sulla porosità è evidente, ma non duraturo; di contro, nei suoli argillosi, caratterizzati da argille espandibili e ben dotati in sostanza organica e quindi con elevata capacità di autostrutturazione gli effetti delle lavorazioni sono spesso meno evidenti, in quanto la porosità del terreno tende a mantenersi più stabile nel tempo grazie alla loro buona struttura naturale e alla caratteristica intrinseca delle argille che, espandendosi e contraendosi, generano fratture più o meno estese in profondità. In questi terreni (in particolare nei vertisuoli) è più facile e conveniente sostituire il classico lavoro dell aratro con altre tecniche più semplificate di lavorazione del terreno, che evitino la formazione della suola di lavorazione, la produzione di zollosità superficiale di grosse dimensioni e consentano una apprezzabile riduzione dei tempi di lavoro e dei consumi di carburante. Come si è accennato in precedenza, anche il grado di umidità del terreno al momento della lavorazione influenza in maniera considerevole le sue caratteristiche fisiche. Soprattutto nei suoli argillosi (o tendenzialmente tali) le lavorazioni principali, e in particolar modo l aratura, possono dare luogo, in condizioni di elevata umidità, a una C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi