SEZIONE C

C 330 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO c. Classificazione basata sul giudizio di esperti. I valori soglia sono stabiliti arbitra- riamente da un gruppo di esperti. d. Classificazione in base allo scostamento dalla media. I valori soglia sono deter- minati dal valore della media, più o meno la deviazione standard e suoi multipli. I valori soglia possono anche essere definiti a posteriori, in fase applicativa, con le dovute cautele. Il numero di valori soglia (n) determina anche il numero delle classi (n + 1). La scelta del numero di valori soglia permette di modulare la sensibilità dei risultati in relazione al grado di affidabilità delle informazioni utilizzate per la valutazione. In presenza di informazioni incerte, è consigliabile ridurre il numero di classi, limitando così la sensibilità del modello valutativo. Aggregazione di indicatori categorici. Gli indicatori categorici (o discreti) si basano su regole dettate dall esperienza, sfruttano informazioni qualitative e sfumate che difficilmente possono essere trattate con metodi matematici. Peraltro, sono efficienti sotto il profilo dei tempi e dei costi. Per la loro aggregazione nell indice finale si impiegano procedure di classificazione che possono anche prevedere l utilizzazione di pesi di importanza. Tra i diversi metodi si ricordano le tabelle di corrispondenza, gli alberi di decisione e i sistemi esperti. tabelle di corrispondenza. Si tratta di tabelle utilizzate sia per produrre indicatori, a partire da caratteristiche classificate del territorio, sia per calcolare un indice finale classificato a partire da indicatori discreti. Per ottenere le classi dell indice di valutazione, gli indicatori vengono posti sulle colonne e le loro classi di merito sulle righe. La classe finale di valutazione risulterà da una combinazione delle classi degli indicatori stabilita dal valutatore. Questo metodo, pur essendo di facile applicazione, presenta lo svantaggio di non considerare l interazione tra più indicatori e di essere molto soggettivo. In Tabella 3.1 si riporta un esempio relativo alla valutazione del livello di edificabilità ammissibile in aree rurali. TAB. 3.1 Esempio di tabella di corrispondenza impiegata per la classificazione del territorio in aree a diversa edificabilità sulla base della tipologia di coltivazione (intensiva/estensiva), reale e potenziale, della vocazione agronomica (®2.6.2) e del valore paesaggistico. Il trattino indica indifferenza. Per edificabilità finalizzata si intende la costruzione di edifici destinati ad attività produttive agricole Indice di edificabilità 1 2 3 4 5 6 Descrizione inedificabilità assoluta edificabilità finalizzata bassa edificabilità finalizzata medio-bassa edificabilità finalizzata medio-alta edificabilità finalizzata alta edificabilità libera Vocazione Vocazione Valore paesaggistico agronomica colturale reale alto medio o basso Vocazione colturale potenziale elevata estensiva medio intensiva intensiva basso intensiva intensiva medio bassa basso bassa Esempio: se in una UT l agricoltura è marginale e il valore paesaggistico è alto, allora l indice è 1 (inedificabilità assoluta per valori paesaggistico-naturalistici).

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi