2.3.2 Fase B - Sviluppo del modello territoriale

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 333 2.3.2 Fase B - Sviluppo del modello territoriale Area allo studio, unità territoriali e rappresentazione spaziale. L area allo studio viene definita dall appartenenza a una suddivisione amministrativa, a un bacino idrografico, a una specifica zona pedoclimatica, ecc. Nel caso in cui ci sia interazione tra le UT per il fenomeno valutato, l analisi VAT è corretta solo se le interazioni con le aree confinanti sono trascurabili. Spesso però l area allo studio viene definita sulla base di criteri che soddisfano qualche obiettivo di valutazione ma non altri. Per esempio, i confini amministrativi a volte non coincidono con quelli idrografici e geomorfologici: ciò rende difficili certi tipi di valutazione, come quelle idrogeologiche. D altra parte, è da considerare che le informazioni territoriali sono disponibili prevalentemente su base amministrativa (comunale, provinciale, regionale, ecc.) e che non sempre esistono interazioni importanti tra le diverse aree. L area allo studio si suddivide in un numero di unità territoriali che può variare da qualche centinaio a diversi milioni. Le unità territoriali di valutazione (UT o land mapping units) sono le più grandi porzioni fisiche dell area allo studio considerabili omogenee per le caratteristiche da valutare. Normalmente esiste variabilità spaziale per numerose caratteristiche e quindi, per rappresentare questa variabilità, il territorio viene suddiviso in più unità di valutazione: celle raster, unità pedologiche, unità di paesaggio, aree comunali, bacini idrografici, aree aziendali, appezzamenti nella zonazione a microscala. Le UT vengono descritte cartograficamente con modelli di rappresentazione spaziale raster o vettoriale. La struttura raster è formata da una griglia di celle uniformi; permette di trattare più facilmente i fenomeni continui e le interdipendenze spaziali tra celle, nonché la loro dinamica temporale. In tal senso, si possono presentare tre tipi fondamentali di relazione (Rossiter, 1996): 1. nessuna interazione tra celle: in tal caso le valutazione è correttamente condotta cella per cella, indipendentemente da quelle adiacenti; 2. interazioni statiche tra celle: si assume che le interazioni non varino nel tempo e che, di conseguenza, anche i caratteri delle singole celle possano considerarsi stabili, potendo essere calcolati una sola volta, all inizio dell analisi. Si impiegano funzioni per il calcolo della distanza minima da determinati tipi di celle o altri come le analisi di campo visivo e intervisibilità (viewshed analysis) e l analisi dei costi di percorrenza (cost surface analysis); 3. interazioni dinamiche tra celle: si suppone che esista una relazione spaziale tra le UT e che questa relazione vari nel tempo come nei modelli idrologici. Si impiegano i modelli dinamici a parametri distribuiti o gli automi cellulari. Per approfondimenti (®Sezioni L2 Sistemi informativi geografici, GIS e N4 Modellistica). Modalità di spazializzazione delle informazioni. La spazializzazione è l operazione che permette di estendere a tutto il territorio le informazioni georiferite puntuali o incomplete. Permette cioè di ottenere informazioni per ciascuna UT dell area di studio. Viene ottenuta con metodi diversi che cercano di sfruttare le informazioni disponibili come la nozione che aree vicine risultano simili, oppure la correlazione con altre variabili territoriali. Per esempio, per spazializzare la temperatura in ambito montano si può impiegare la relazione che prevede una diminuzione media di circa 0,6 °C per ogni 100 m di C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi