2.3.4 Fase D - Implementazione della procedura

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 335 Le informazioni primarie così recuperate vengono utilizzate per produrre informazioni derivate attraverso l uso di metodi qualitativi e metodi quantitativi. I metodi qualitativi sono costituiti da procedure di classificazione mentre tra i metodi quantitativi si ricordano i modelli di simulazione (in grado di utilizzare più di altri le informazioni a priori), le regressioni statistiche (di facile impiego) e le reti neurali, in grado di utilizzare al meglio le informazioni a posteriori. La fase finale dell elaborazione consiste in operazioni di spazializzazione, di classificazione e di restituzione cartografica. La sintesi delle qualità territoriali viene fatta con procedure di classificazione supervisionate (come gli schemi della FAO per la Land suitability) o senza supervisione, basate sulla tendenza degli indicatori territoriali a formare gruppi distinti (da identificare, per esempio, con la cluster analysis). Elaborazione delle informazioni. Per ottenere gli indicatori sono spesso richieste ulteriori elaborazioni delle informazioni di base. A tale scopo sono disponibili metodi diversi. a. Modelli empirico-statistici: sono i modelli di regressione semplice o multivariata che permettono di calcolare variabili derivate o indicatori da uno o più attributi delle UT. Sono molto impiegati per la loro semplicità d uso e la rapidità di calcolo. b. Modelli di simulazione: sono rappresentazioni dinamiche della realtà basate sulla descrizione delle cause di variazione piuttosto che sulla descrizione dei fenomeni. Sono in grado di fare previsioni sull evoluzione temporale del sistema attraverso un procedimento di calcolo numerico, definito simulazione . I principali ostacoli all impiego pratico dei modelli di simulazione sono la difficoltà di ottenere stime attendibili per i parametri e la grande quantità di informazioni dettagliate richieste come input (®Sezione N4 Modellistica). c. Modelli stocastici (probabilistici): vengono impiegati per rappresentare aspetti territoriali caratterizzati da variabilità e incertezza. raro che un sistema abbia un comportamento completamente casuale, quindi, frequentemente, si impiegano modelli deterministici che vengono fatti girare numerose volte, con input casuali campionati da distribuzioni di probabilità (metodo Monte Carlo). Con queste ripetizioni si ottengono altrettante mappe dalle quali è possibile ricavare mappe di incertezza. d. Reti neurali: sono strumenti per il trattamento dell informazione derivati da studi sull intelligenza artificiale. Le reti neurali sono in grado di creare una rappresentazione della realtà ricercando associazioni tra le informazioni fornite loro, similmente a quanto si ritiene avvenga nel cervello. Non richiedono conoscenze a priori o la predisposizione di algoritmi. L unico requisito è quello di disporre di molti dati affidabili con cui addestrare la rete neurale. 2.3.4 Fase D - Implementazione della procedura. Prevede la scelta della modalità di implementazione al computer, l eventuale messa a punto della sequenza delle elaborazioni (script) e la loro esecuzione. Può essere una fase molto impegnativa in termini di tempo in quanto spesso si deve procedere iterativamente per eliminare errori di implementazione o per affrontare altri imprevisti. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi