2.4 L’informazione territoriale

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 341 importante che la relazione sia stilata con cura e che il lavoro svolto risulti credibile grazie al rigore metodologico, alla correttezza dei passi procedurali e all ampiezza delle basi scientifiche di riferimento. La relazione deve essere chiara, scritta correttamente sia dal punto di vista tecnico sia da quello ortografico e sintattico. Deve essere comprensibile da parte di un lettore normale (almeno nelle parti conclusive), senza richiedere particolare competenza. Presentazione dei risultati. I mezzi più comuni per la presentazione dei risultati sono gli incontri pubblici, i social network e la predisposizione di siti web. In quest ultimo caso è possibile permettere agli stakeholder di visionare la documentazione, consentendo loro di avanzare osservazioni e suggerimenti. I risultati e le decisioni adottate dovranno essere esposti con semplicità e chiarezza. Sarà altresì importante rendere accettabili tali decisioni facendo ricorso alla base scientifica di appoggio. Assistenza all implementazione dei risultati. Completato il processo di valutazione, prodotte le mappe, stilata la relazione tecnica, verificati e resi pubblici i dati ottenuti, è compito dell analista assistere il committente nell implementazione dei risultati in termini di interventi territoriali normativi e operativi. Nel caso di committenti privati, l assistenza deve rendere i risultati dello studio comprensibili e interpretabili correttamente al fine di stabilire se, e dove, intervenire e come modulare gli interventi. Nel caso di committenti pubblici, i risultati dello studio saranno spesso finalizzati alla predisposizione di normative d indirizzo, di tutela o di vincolo del territorio, per la sua classificazione o per l attribuzione di incentivi economici. Si sottolinea come il compito dell analista, in questa fase, si debba limitare all assistenza nell applicazione dei risultati in quanto le decisioni di intervento o la realizzazione della normativa rimangono compito specifico del decisore territoriale. opportuno anche verificare che le decisioni prese siano commisurate al grado di certezza delle informazioni ottenute. 2.4 L informazione territoriale. L informazione territoriale si caratterizza per essere accompagnata da una coppia di coordinate cartesiane che ne stabiliscono la localizzazione sul territorio (georiferimento). inoltre dotata di un grado di incertezza più o meno elevato, sia del dato in sé sia delle coordinate di georiferimento. L incertezza è sempre presente, anche se, a volte, la sua entità è sufficientemente ridotta da poter essere trascurata senza compromettere l attendibilità dei risultati dell analisi. Quando l informazione primaria viene elaborata, gli errori dei dati input si propagano nei modelli o nelle procedure, determinando incertezza nelle scelte o nelle classificazioni suggerite. Per un introduzione agli errori e all accuratezza dei dati georiferiti; vedere Foote e Huebner (1995); ulteriori approfondimenti possono essere reperiti in Goodchild e Gopal (1989). Per l impiego delle informazioni territoriali nel processo di valutazione sono da considerare i seguenti aspetti: a. spesso le conoscenze sono incomplete e incerte, sia nei riguardi delle condizioni future, ma anche di quelle attuali; b. la riduzione dell incertezza comporta migliori decisioni; c. l incertezza può essere ridotta, entro certi limiti, sfruttando tutte le informazioni disponibili; d. il miglioramento dell informazione ha un costo che deve essere giustificato dai risultati ottenuti e dallo scopo dello studio. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi