2.4.1 Altitudine, pendenza, esposizione

C 342 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO L informazione territoriale è per sua natura eterogenea e quindi solo raramente potrà essere utilizzata direttamente. Più spesso, oltre alle fasi di reperimento e archiviazione, sarà necessario impiegare procedure di verifica dei dati, conversione/trasformazione di formato, sviluppo e applicazione di algoritmi e modelli. Le più comuni caratteristiche territoriali impiegate sono quelle derivate dal modello digitale del terreno (altitudine, pendenza, esposizione), l uso del suolo, gli scenari colturali (ipotetici o reali), le caratteristiche climatiche e quelle dei suoli. 2.4.1 Altitudine, pendenza, esposizione. Altitudine, pendenza ed esposizione sono informazioni fondamentali per le VAT che si ottengono dal modello digitale del terreno (DTM, Digital Terrain Model, o DEM, Digital Elevation Model) per ciascuna UT. Chiaramente, trattandosi di valori medi, queste variabili avranno senso solo in certe condizioni, in relazione al livello di dettaglio e alla tipologia di valutazione. Per esempio, in pianura il concetto di esposizione non è applicabile, mentre in area montana una pendenza media con celle di 500 m è poco utile per valutazioni di tipo agricolo. Attualmente, queste variabili sono spesso disponibili e scaricabili dai siti web dei servizi regionali preposti. Per approfondimenti sul modello digitale del terreno (®Sezione L3 Sistemi informativi...). 2.4.2 Uso del suolo e scenari colturali. Indicazioni sull uso del suolo si ottengono, in genere, dai Sistemi informativi territoriali delle Regioni, in scala da 1:5.000 a 1:100.000. A livello europeo è disponibile la carta di uso del suolo CORINE. La conoscenza dell uso del suolo è importante in quanto permette di escludere alcune zone dall analisi (es. le aree a bosco per VAT di vocazione per colture erbacee). Inoltre, in relazione alla finalità della valutazione, è possibile assegnare a ogni uso del suolo uno specifico valore , da impiegare per il calcolo dell indicatore. Nel caso in cui si voglia valutare un suolo per la sua idoneità a un certo ordinamento colturale o a diversi livelli di input, sarà possibile, impiegando modelli di simulazione, valutare diversi scenari territoriali di utilizzazione del suolo, ottenendo informazioni sul loro impatto economico e ambientale. Di grande interesse sono anche i dati ottenuti da sensori spettrali, montati su satelliti, aerei o droni, che forniscono importanti informazioni sull uso del suolo e sullo stato della vegetazione. 2.4.3 L informazione climatica. Il clima incide fortemente sui processi produttivi e sulla risposta del territorio agli interventi. Le condizioni climatiche, caratterizzate da valori medi e variabilità, possono contribuire a determinare il grado di idoneità ai differenti usi o influire sull entità e sul costo delle azioni di mitigazione, nel caso di condizioni climatiche non ottimali (es. l irrigazione impiegata per sopperire alla carenza di precipitazioni). I principali parametri climatici da considerare sono la temperatura, le precipitazioni, l evapotraspirazione di riferimento, la radiazione solare, la velocità del vento e l umidità relativa dell aria. Ognuno di essi, in relazione all obiettivo della valutazione, può svolgere un ruolo determinante e quindi essere impiegato come informazione di base per il calcolo degli indicatori. Per la stima dei parametri climatici è necessario disporre di dati meteorologici storici con serie di lunghezza adeguata e tali da permettere una buona caratterizzazione del clima (almeno 10 anni per temperatura e radiazione e 20 per le precipitazioni). L ideale sarebbe poter disporre di almeno un trentennio; tuttavia, in presenza di rapidi cambiamenti climatici, tale indicazione andrebbe rivista per tener conto dei trend. I dati climatici sono tipicamente puntuali e quindi, dopo il controllo della loro qualità e l eventuale ricostruzione di quelli anomali o mancanti, si dovrà procedere alla loro spazializzazione. Tale operazione è relativamente semplice in pianura mentre in presenza di

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi