2.4.4 L’informazione pedologica

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 343 orografia si dovrà tenere conto anche di altitudine, pendenza ed esposizione. In pianura, le variazioni climatiche vengono rappresentate con sufficiente dettaglio anche con celle di 5 3 5 km; in collina e montagna, per effetto delle variazioni di altitudine, esposizione e ombreggiamento, è conveniente non superare la dimensione di 50 3 50 m. I dati possono essere ottenuti da stazioni meteo aziendali oppure forniti dai servizi agrometeorologici che ne curano anche il controllo di qualità, la ricostruzione e, a volte, la spazializzazione. Gli stessi forniscono anche l evapotraspirazione di riferimento calcolata con il metodo di Penman-Monteith. Le variabili meteorologiche più difficilmente disponibili vengono ricostruite come funzione di altre variabili, impiegando modelli di regressione o software dedicati (es. RadEst per la radiazione solare). Sulla base dei valori giornalieri delle variabili meteorologiche, al fine di ottenere indicatori per la caratterizzazione climatica del territorio, si possono calcolare diversi tipi di variabili derivate: a. media annuale (media delle medie giornaliere, calcolata su più anni); b. medie per mesi o stagioni particolari (es. periodo utile per la crescita colturale); c. variabilità tra gli anni (es. deviazione standard tra i valori medi annuali); d. accumulo dei valori giornalieri per anno o per determinati periodi (somma termica, precipitazioni, evapotraspirazione, ecc.); e. numero di giorni nell anno con determinate condizioni (con temperature sopra lo zero, con temperature inferiori o superiori a una soglia, ecc.); f. distribuzione di frequenza cumulata delle variabili meteorologiche (quantità di pioggia giornaliera, durata dei periodi secchi, intensità oraria della pioggia, ecc.) e calcolo dei relativi percentili. Altri aspetti da considerare sono la variabilità e la distribuzione nel corso dell anno delle variabili climatiche e i trend poliennali. Relativamente ai cambiamenti climatici è bene considerare che: a. per caratterizzare il clima, non sempre è conveniente impiegare serie climatiche molto lunghe in quanto queste possono mascherare le tendenze in atto; b. si possono effettuare studi di impatto creando climi ipotetici sulla base di scenari climatici previsti (es. quelli dell IPCC) in combinazione con generatori stocastici del clima (weather generators). Tra i generatori climatici disponibili vi sono Wxgen, Climak, ClimGen, Clima e Lars-wg. Per informazione più dettagliate sulle variabili meteorologiche, sugli indici climatici e sulle loro modalità di rilevazione e di calcolo (®Sezione A Clima). 2.4.4 L informazione pedologica. La conoscenza delle caratteristiche pedologiche è necessaria per stimare la qualità dei suoli, a sua volta finalizzata alla valutazione dell attitudine del territorio ai diversi usi. Le caratteristiche pedologiche possono essere reperite: a. da collezioni già disponibili (banche dati o classificazioni pedologiche); b. con il campionamento e la descrizione pedologica; c. con il campionamento e la successiva analisi fisico-chimica e idrologica; d. con la ricostruzione delle informazioni pedologiche sulla base di altre caratteristiche correlate. Se i dati pedologici sono disponibili solo per siti specifici (banche dati dei suoli o da indagini dirette), bisognerà procedere alla loro spazializzazione che, spesso, si basa sulla definizione preliminare di aree omogenee. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi