2.5.2 Land suitability

C 346 AGRONOMIA E TERRITORIO - PIANIFICAZIONE E USO DEL TERRITORIO una classificazione orientata essenzialmente alla conservazione dei sistemi agricoli, utilizzata da tecnici per informare gli agricoltori sull uso più appropriato dei loro terreni. Le UT vengono classificate secondo tre livelli gerarchici: classi, sottoclassi e unità. La classe è valutata con un indice da 1 (migliore) a 8 (peggiore). L indice di classe rappresenta un grado generale di bontà del suolo nel senso di una possibile intensità d uso. Originariamente venivano impiegati i numeri romani (I-VIII). La sottoclasse indica le principali limitazioni per un uso agricolo intensivo, impiegando una o più lettere. Le sottoclassi previste dell USDA sono: e, pericolo di erosione; w, eccesso d acqua; s, limitazioni dovute al suolo nella zona radicale come strati impermeabili, scheletro, bassa fertilità costituzionale, salinità, ecc.; c, limitazioni climatiche (per temperatura o precipitazioni). La classe 1 non ha sottoclassi. La sottoclasse indica il particolare tipo di limitazione che può richiedere metodi di gestione diversi i quali vengono specificati indicando l unità. L unità è una divisione della sottoclasse che si distingue dalle altre unità della stessa sottoclasse per una specifica limitazione e per il diverso tipo di gestione richiesto allo scopo di superare la limitazione. Le unità sono rappresentate differentemente nella mappa dell attitudine agronomica generale e avranno prescrizioni diverse nella Tabella delle raccomandazioni di gestione associata alla mappa. Sottoclassi e unità sono generalmente definite localmente per ogni indagine pedo-agronomica e descritte in dettaglio. Una valutazione di Land capability pari a 3s indica una UT con limitazioni dovute al suolo. Sarà possibile specificare 3s1, in cui, con il numero 1 si intende, per esempio, un terreno con limitazioni dovute all eccesso di scheletro, e 3s2, in cui con il numero 2 si intende un territorio con limitazioni dovute a eccesso salino nella zona radicale. 2.5.2 Land suitability. Nel 1976 la FAO ha sviluppato uno schema (framework) per la valutazione dell attitudine territoriale ai diversi usi specifici (Land suitability). La Land suitability permette la classificazione del territorio in base a quanto le sue caratteristiche soddisfano i requisiti di uso (Land Utilization Requirements, LUR) per le diverse destinazioni d uso (Land Utilization Types, LUT). In tale schema è necessario specificare le qualità territoriali (Land Quality, LQ) che soddisfano i requisiti (LUR) per ogni specifica utilizzazione del suolo. Le LQ vengono ottenute dalle caratteristiche oggettive del territorio (Land Characteristics, LC). Secondo lo schema proposto dalla FAO una LQ può: a. influenzare negativamente l attitudine fisica del suolo (es. aumentare il rischio di erosione, siccità o inondazione); b. ridurre le produzioni (come le LQ relative a disponibilità d acqua, luce, nutrienti); c. far aumentare i costi per compensare le caratteristiche negative che altrimenti provocherebbero una riduzione delle produzioni. In relazione agli effetti su esposti, ogni LQ deve essere valutata secondo un certo numero di classi definite livelli di severità o gradi di limitazione o anche livelli di utilizzabilità, ecc. La classificazione fornita dalla FAO per le LQ prevede 4 o 5 classi, corrispondenti alle classi: S1 (utilizzabile o idoneo), S2 (mediamente idoneo), S3 (utilizzabile, ma con livello ridotto di idoneità); N1 (non utilizzabile per ragioni

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi