2.5.3 Evoluzione delle procedure FAO per la valutazione del

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 347 eliminabili,per esempio economiche), N2 (non utilizzabile per ragioni non eliminabili, per esempio fisiche). La classificazione finale è di tipo gerarchico e implica, analogamente alle LQ, una prima divisione in aree di ordine idoneo (S) e non idoneo (N); l ordine degli idonei può essere ulteriormente suddiviso in classi a diverso livello di vocazione (S1, S2, S3) o di vulnerabilità (N1, N2). S3 e N1 costituiscono classi transitorie e gli elementi che vi appartengono possono passare all ordine opposto in relazione al cambiamento di fattori modificabili. Ciascuna classe può essere ancora suddivisa in sottoclassi che specificano il tipo di limitazione o il tipo di miglioramento strutturale richiesto. Le sottoclassi possono essere suddivise in unità, indicanti differenze nelle modalità di gestione. bene ricordare che lo schema della FAO non è una struttura rigida e vincolante e che, generalmente, non tutta la struttura di classificazione viene impiegata. Tale schema mantiene ancora la sua validità anche se, con l impiego degli strumenti informatici attuali, il modo con cui vengono determinate le LQ può essere ben diverso da quanto previsto e possibile nel 1976. Le LUT corrispondono agli obiettivi della valutazione, le LUR ai criteri, le LQ agli indicatori e le LC alle caratteristiche del territorio. 2.5.3 Evoluzione delle procedure FAO per la valutazione del territorio. La prima pubblicazione FAO sui principi della Land evaluation è apparsa nel 1976 con il titolo A framework for land evaluation. Successivamente sono state pubblicate linee guida per la valutazione territoriale finalizzata a usi specifici (agricoltura asciutta, irrigua, produzione zootecnica e forestale). Un esempio dell applicazione a scala nazionale di un approccio automatico alla Land evaluation, e basato sul Framework del 1976, è stato pubblicato nel 1993 dalla FAO/UNEP, con la relativa guida tecnica (Automated land evaluation tools and databases, FAO, 1996). Successivamente alla pubblicazione del Framework vi sono stati sviluppi tecnologici e informatici (PC, capacità grafiche, GIS, modelli di simulazione colturale) che hanno facilitato ed esteso la sua applicazione. In particolare, l impiego di modelli del sistema colturale ha permesso stime produttive affidabili in relazione a condizioni pedoclimatiche, topografiche e agli scenari di gestione agronomica. Lo sviluppo dell informatica e delle capacità grafiche dei computer ha consentito la realizzazione di metodologie automatiche per la Land evaluation, come l AEZ (Agro-Ecological Zoning, implementata dalla FAO nel 1978 su computer main-frame) e il sistema ALES (Automated Land Evaluation System), sviluppato presso la Cornell University. Facendo seguito alla Land evaluation, la FAO ha successivamente sviluppato il concetto di pianificazione dell uso del suolo (Land use planning) che si riferisce alla scelta ottimale tra diverse alternative d uso del suolo. In questo approccio la pianificazione non è vista come una procedura top-down, ma come un meccanismo di supporto che guida il decisore nella scelta delle migliori opzioni di uso del suolo, coerentemente con gli obiettivi stabiliti. L aspetto della sostenibilità dell uso del territorio è stato affrontato dalla FAO (1993) nella formulazione del FESLM (Framework for Evaluating Sustainable Land Management). Questo framework concettuale valuta se l uso corrente del suolo (giudicato C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi