2.5 Tendenze attuali nella lavorazione dei terreni

LAVORAZIONI DEL TERRENO C 35 l attività biologica e la biodiversità tellurica, rispetto alle condizioni ottimali di riproduzione e sviluppo degli organismi terricoli tipiche dei suoli indisturbati. Infatti, la lavorazione altera in maniera repentina e sistematica le condizioni di umidità e temperatura del terreno influenzando l attività dei microrganismi e selezionando le specie più resistenti alle perturbazioni esterne da essa determinate. D altro canto, l interramento dei residui colturali e del letame, operato attraverso le lavorazioni del terreno, tende a favorire lo sviluppo degli organismi implicati nella catena del detrito fornendo loro in breve tempo elevate quantità di sostanze organiche utili al metabolismo. Sotto questo aspetto le lavorazioni del terreno tendono ad accelerare i ritmi di degradazione dei residui colturali rispetto a quanto avviene nei terreni non lavorati o in quelli naturali. 2.5 Tendenze attuali nella lavorazione dei terreni. Per molto tempo gli effetti positivi delle lavorazioni del terreno (aumento della porosità, riduzione della coesione, formazione di aggregati di piccole dimensioni, contenimento della presenza e dello sviluppo delle piante infestanti) hanno influenzato la scelta della tecnica di lavorazione da parte di tecnici e agricoltori; al contrario, oggi tali scelte sono determinate da altri fattori. L accresciuta sensibilità dei ricercatori e degli operatori del settore in merito alle problematiche agro-ambientali, energetiche ed economiche (contenimento dei fenomeni erosivi, conservazione della fertilità dei terreni, riduzione dell energia non rinnovabile immessa nei processi produttivi, conservazione della biodiversità e contenimento dei costi di produzione) ha dato vita a un processo di revisione delle tradizionali tecniche di lavorazione del terreno che, a sua volta, ha suggerito l abbandono della cultura dell aratro a favore di itinerari tecnici sempre più semplificati, fino al limite della non lavorazione del terreno. Tale tendenza è stata supportata anche dall accresciuta disponibilità di mezzi tecnici (in particolare erbicidi e più recentemente colture GM resistenti a specifici erbicidi) e attrezzature meccaniche (discissori, seminatrici da sodo, ecc.). in questa nuova realtà agronomica che si sono creati i presupposti scientifici per la verifica critica della validità di alcuni obiettivi della lavorazione del terreno come la ottimale preparazione del letto di semina, la rottura dello strato di terreno interessato dalle radici per migliorare le condizioni di abitabilità, l interramento dei residui colturali e dei concimi organici e minerali e il controllo della flora infestante. Come si è accennato in precedenza, la sequenza classica delle operazioni meccaniche, rappresentata dall aratura, seguita dai necessari interventi di affinamento per la preparazione del letto di semina, costituisce il sistema convenzionale di lavorazione del terreno, storicamente praticato in tutto il mondo in un grandissimo numero di situazioni agro-pedo-climatiche diverse. Nel mondo anglosassone questo sistema di lavorazioni è chiamato conventional tillage o anche clean tillage (lavorazione convenzionale o lavorazione pulita), in quanto comporta il completo interramento di tutti i residui colturali grazie all uso dell aratro rovesciatore. In genere, questo insieme di interventi sul terreno implica alti costi, notevole consumo di energia, formazione di zollosità di eccessive dimensioni, perdita di stabilità strutturale, compattazione, formazione di suola di lavorazione, interramento eccessivo della sostanza organica e sua diluizione in un volume di terreno considerevole, incremento dell ossidazione della sostanza organica e dei fenomeni erosivi, ecc. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi