SEZIONE C

VALUTAZIONE AGRONOMICA DEL TERRITORIO C 353 della stessa, stimata in condizioni idriche non limitanti (PP, t/ha). La PR può essere ottenuta da dati storici di produttività del territorio o con modelli di simulazione. L indicatore disponibilità idrica (Idi ) tiene conto della facilità di reperimento dell acqua, sia da fonti profonde (pozzi) che da corpi idrici superficiali (laghetti, corsi d acqua, ecc.). La non disponibilità di acqua irrigua preclude la possibilità di realizzare l irrigazione, mentre la lontananza delle fonti di approvvigionamento la rende meno conveniente. Per il calcolo dell indicatore Idi sono state considerate la profondità della falda freatica e la distanza minima dal reticolo idrografico. L indicatore di impatto ambientale è stato ottenuto considerando la capacità di ritenzione idrica del suolo, quantificata con la riserva idrica utilizzabile massima (RUm) per una profondità massima di 120 cm. Una bassa capacità di ritenzione idrica del terreno comporta irrigazioni frequenti e maggiori rischi di inquinamento ambientale per dilavamento. Recupero delle informazioni territoriali di base. Per ottenere informazioni sui suoli, l ERSA-FVG ha condotto un indagine pedologica (185 trivellate e 22 trincee) che ha permesso di produrre una carta dei suoli in scala 1:25.000. Sulla base del pedoclima e di alcune caratteristiche fisico-chimiche (granulometria, mineralogia, contenuto in calcare, reazione e temperatura del suolo) sono state distinte 17 tipologie di suolo. I dati sull uso del suolo sono stati ottenuti mediante sopralluoghi con identificazione diretta di tutti gli appezzamenti. Le 12 classi colturali identificate sono state: mais, soia, cereali autunno-vernini (frumento, orzo), patata, bietola, prati (avvicendati e permanenti) e pascoli, vite, vivaio di barbatelle di vite, fruttiferi, pioppeto, set-aside e incolto, siepi e boschi (SAF). I dati meteorologici giornalieri sono stati reperiti presso l Ufficio Idrografico del Magistrato alle acque di Udine. Si è fatto riferimento a una sola stazione termo-pluviometrica (Pordenone), in considerazione della ridotta dimensione dell area allo studio. Sono stati impiegati i dati storici di precipitazione (dal 1957 al 1991) e di temperatura dell aria (dal 1959 al 1986), con i quali sono stati ricavati i parametri per il generatore climatico Climak, a loro volta impiegati per la generazione di 60 annate meteorologiche. Procedura per la valutazione della vocazione irrigua. stato quindi calcolato un indice di vocazione irrigua (VIR ), ottenuto come media pesata dei tre indicatori di efficacia irrigua (Iei), disponibilità idrica (Idi) e impatto ambientale (Iia): VIR 5 Iei ? p1 1 Idi ? p2 1 Iia ? p3 dove p1, p2 e p3 sono i pesi dei tre indicatori, determinati stabilendo arbitrariamente i rapporti di importanza tra gli indicatori e calcolandone l autovettore, secondo il metodo di Saaty (Tab. 3.4). TAB 3.4 Rapporti di importanza stabiliti tra i diversi indicatori della vocazione irrigua, dai quali si sono ricavati i pesi, calcolati applicando il metodo di Saaty Indicatore Iei Idi Iia Peso Iei 1 0,443 Idi 1 1 0,387 Iia 1/3 1/2 1 0,169 I rapporti indicano l importanza relativa degli indicatori sulle righe rispetto a quelli sulle colonne. I pesi sono ricavati come autovettore della matrice di importanza. C

SEZIONE C
SEZIONE C
AGRONOMIA E TERRITORIO
Nel significato più ampio del termine, l’Agronomia è la disciplina che si occupa di ottimizzare i fattori che condizionano la crescita, lo sviluppo e la produttività delle piante. Come già visto nelle due Sezioni che precedono, l’insieme di questi fattori può essere raggruppato nei tre ambiti operativi specifici della scienza agronomica, tra loro strettamente connessi: l’atmosfera, che in relazione al clima condiziona la stagionalità delle produzioni agrarie; il suolo, che in base alla sua conformazione e composizione permette l’insediamento delle colture; la pianta stessa che, col suo patrimonio genetico, è in grado di esprimere tutte le potenzialità di adattamento all’ambiente e produzione.Quando i primi ancestrali agricoltori, fin dalla preistoria, si resero consapevoli di quanto la natura metteva loro a disposizione e cominciarono ad affinare le tecniche di coltivazione e allevamento, ebbene quello rappresentò un punto di svolta che cambiò il senso stesso dell’evoluzione umana, poiché l’agricoltura è stata per millenni la soluzione principe al fabbisogno primordiale di alimentarsi. Oggi il progresso delle conoscenze, abbinate alle tecnologie, permette di dare risposte un tempo impensate, risolvendo problematiche specifiche nei singoli comparti, e le tecniche agronomiche, nel loro insieme, possono fornire soluzioni non solo nell’ottica di campo (la singola coltura) ma anche in ambiti territoriali e ambientali più allargati e complessi.In questa Sezione C del Manuale dell’Agronomo sono trattate tutte quelle pratiche e tecniche agronomiche applicate che danno un senso globale al concetto di Agronomia territoriale, dove l’obiettivo può essere sì la produzione di derrate o biomasse da rimpiegare, ma anche quello di monitorare e valutare le potenzialità agronomiche e ambientali del territorio stesso, per preservarlo, mantenerlo, riqualificarlo e pianificarne tutti gli insediamenti e indirizzi produttivi possibili. In questo senso l’Agronomia, che è una scienza antica quanto le prime tecniche di messa a coltura dei suoli, regimazione idrica e irrigazione, risulta quanto mai moderna e attuale per dare risposte alle numerose esigenze intrinseche del territorio e degli individui che lo abitano.Coordinamento di SezioneRomano GiovanardiRealizzazione e collaborazioniEnrico Bonari, Angelo Caliandro, Carlo Camarotto, Carlo Fausto Cereti, Elio Cirillo, Gino Covarelli, Francesco Danuso, Almo Farina, Ulisse Ferrari, Maria Nives Forgiarini, Luigi Giardini, Romano Giovanardi, Alberto Giuntoli, Carlo Grignani, Attilio Lovato, Simona Manazzone, Marco Mazzoncini, Enrico Noli, Alessandro Peressotti, Stefano Rosso, Giuliano Sauli, Vincenzo Tedeschini, Alessandro Toccolini, Giovanni Toderi